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	<title>Archivio Storico Italiano &#187; Anno 2013</title>
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	<description>Deputazione di storia patria per la Toscana</description>
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		<title>2013 fascicolo IV</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jan 2014 09:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dsptasicescc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anno 2013]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Memorie</p> <p>Roberta Mucciarelli, Fama e giustizia a Siena al tempo dei Nove. Per uno studio del disciplinamento sociale</p> <p>Bruno Figliuolo, I mercanti fiorentini e il loro spazio economico: un modello di organizzazione capitalistica</p> <p>William J. Connell, La lettera di Machiavelli a Vettori del 10 dicembre 1513</p> <p>Francesco Vitali, Giambullari, Gelli e la Discesa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><span id="more-397"></span></h4>
<p><strong>Memorie</strong></p>
<p>Roberta Mucciarelli, <em>Fama e giustizia a Siena al tempo dei Nove. Per uno studio del disciplinamento sociale</em></p>
<p>Bruno Figliuolo,<em> I mercanti fiorentini e il loro spazio economico: un modello di organizzazione capitalistica</em></p>
<p>William J. Connell, <em>La lettera di Machiavelli a Vettori del 10 dicembre 1513</em></p>
<p>Francesco Vitali, <em>Giambullari, Gelli e la</em> Discesa di Christo al Limbo <em>di Bronzino: un’ipotesi interpretativa</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Recensioni</strong></p>
<p><strong></strong><em>Autographa, I.1. Giuristi, giudici e notai (sec. XII-XVI med.)</em>, a cura di Giovanna Murano (Mario Ascheri)</p>
<p>Ingrid Houssaye Michienzi, <em>Datini, Majorque et le Maghreb (14e-15e siècles). Réseaux, espaces méditerranéens et stratégies marchandes</em> (Sergio Tognetti)</p>
<p>Isabelle Chabot, <em>La dette des familles. Femmes, lignage et patrimoine à Florence aux XIV e et XV e siècles</em> (Claudia Tripodi)</p>
<p>Ramón Agustin Banegas Lopez, <em>Europa carnívora. Comprar y comer carne en el mundo urbano bajomedieval</em> (Valentina Costantini)</p>
<p>Xenia von Tippelskirch, <em>Sotto controllo. Letture femminili in Italia nella prima età moderna</em> (Renato Pasta)</p>
<p>Donatella Cherubini, <em>Stampa periodica e Università nel Risorgimento. Giornali e giornalisti a Siena</em> (Roberto Barzanti)</p>
<p><em>Minoranze negli imperi. Popoli fra identità nazionale e ideologia imperiale</em>, a cura di Brigitte Mazohl e Paolo Pombeni (Alessandro Dani)</p>
<p>Luisa Tasca, <em>Le vite e la storia. Autobiografie nell’Italia dell’Ottocento</em> (Simonetta Soldani)</p>
<p>Giovanni Focardi, <em>Magistratura e fascismo. L’amministrazione della giustizia in Veneto 1920-1945</em> ( Jacopo Tisato)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Notizie</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Archivio Storico Italiano – ISSN 0391-7770</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>2013 fascicolo III</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jan 2014 09:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dsptasicescc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anno 2013]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Memorie</p> <p>Andrea Zorzi, Premessa</p> <p>Enrico Faini, Le tradizioni normative delle città toscane. Le origini (secolo XII &#8211; metà XIII)</p> <p style="text-align: justify;">Il saggio si sofferma sulle più antiche norme delle città toscane (soprattutto Pisa, Pistoia, Siena e Volterra). I risultati delle indagini diplomatistiche, archivistiche e codicologiche compiute dagli specialisti, l&#8217;analisi dei testi e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><span id="more-387"></span></h4>
<p><strong><span style="color: #000000;">Memorie</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Andrea Zorzi, <em>Premessa</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Enrico Faini, <em>Le tradizioni normative delle città toscane. Le origini (secolo XII &#8211; metà XIII)</em></span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il saggio si sofferma sulle più antiche norme delle città toscane (soprattutto Pisa, Pistoia, Siena e Volterra). I risultati delle indagini diplomatistiche, archivistiche e codicologiche compiute dagli specialisti, l&#8217;analisi dei testi e il confronto con altre realtà urbane inducono alcune considerazioni. In alcune città toscane, fino al pieno Duecento, non si giunse ad un unico codice capace di concentrare l&#8217;intero deposito normativo. Questo &#8216;disordine&#8217; non era il risultato dell&#8217;aumento della complessità istituzionale del Comune. Infatti già nel secolo XII la normativa di molte città era raccolta in due nuclei dalla tradizione completamente separata: i &#8216;brevi&#8217; e i &#8216;constituta&#8217;. I primi raccoglievano normativa dedicata all&#8217;ordinamento politico, i secondi erano in gran parte dedicati alla gestione locale del diritto civile. Questo duraturo &#8216;policentrismo&#8217; normativo potrebbe dirci qualcosa sulle origini e lo sviluppo dei Comuni italiani: non l&#8217;affermazione progressiva di un amalgama socio-professionale indifferenziato, ma il risultato della guardinga e saltuaria collaborazione tra gruppi di potere autonomi.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Gabriele Taddei, <em>Le esperienze normative dei comuni rurali e di castello</em></span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il saggio si propone di analizzare le evoluzioni dei testi normativi attraverso i quali, tra la fine del XII secolo e la metà del XIV, comuni rurali e di castello regolarono i loro assetti istituzionali, i rapporti con superiori autorità, le procedure civili e criminali, i vari ambiti della vita quotidiana. All’iniziale eterogeneità delle soluzioni documentarie, alla varietà dei soggetti direttamente coinvolti nella produzione normativa, alla ricca casistica delle occasioni di statuizione, succedette a partire dai decenni centrali del XIII secolo, una fase di progressiva normalizzazione ed omogeneizzazione, una riduzione alla sola forma statutaria in codice rigidamente organizzata, portato delle esigenze amministrative che furono o direttamente cittadine o comunque indotte dall’espansione giurisdizionale della città.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Andrea Barlucchi, <em>Gli statuti delle arti e la normativa sul mondo del lavoro nella Toscana dei comuni: sguardo panoramico e prospettive di ricerca</em></span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il saggio è innanzitutto una panoramica sugli statuti delle corporazioni medievali nelle città toscane di età comunale (secoli XIII- metà XIV), gran parte dei quali è stato già pubblicato. Dopo una valutazione su quanto ancora rimane inedito, si delineano le principali tipologie che emergono. Infine si prendono in considerazione i provvedimenti sulle corporazioni contenuti negli statuti cittadini, a completamento del quadro legislativo sul mondo del lavoro.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Discussioni</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Massimo Giansante, <em>Ancora magnati e popolani. Riflessioni in margine a </em>Politics and Justice <em>di Sarah R. Blanshei</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Recensioni</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Benoît Grévin, <em>Le parchemin des cieux. Essai sur le Moyen Âge du langage </em>(Fulvio Delle Donne) </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Emanuele Conte, Sara Menzinger, <em>La </em>Summa Trium Librorum <em>di Rolando da Lucca (1195-1234). Fisco, politica, </em>scientia iuris (Lorenzo Tanzini)</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Carla Piras, <em>I benedettini di Vallombrosa in Sardegna (secoli XII-XVI) </em>(Francesco Salvestrini)</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Nell’età di Pandolfo Malatesta, signore di Bergamo, Brescia e Fano agli inizi del Quattrocento </em>a cura di Giorgio Chittolini, Elisabetta Conti, Maria Nadia Covini (Gian Paolo </span><span style="color: #000000;">G. Scharf)</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Francesco Bettarini, <em>La comunità pratese di Ragusa (1414-1434). Crisi economica e migrazioni collettive nel tardo medioevo </em>(Sergio Tognetti)</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Vincenzo Trombetta, <em>L’editoria a Napoli nel decennio francese. Produzione libraria e stampa periodica tra Stato e imprenditoria privata (1806-1815) </em>(Renato Pasta )</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Notizie</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Archivio Storico Italiano – ISSN 0391-7770</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>2013 fascicolo II</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2013 08:28:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dsptasicescc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anno 2013]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Memorie</p> <p>Riccardo Rao, Una civiltà del castagno: uomini e boschi nell’Appennino ligure-piemontese durante l’apogeo del medioevo (secoli XII- metà XIV)</p> <p style="text-align: justify;">The contribution is focused on the woodland changes of the Piedmontese Ligurian Apennines during the prime of the Middle Ages (12th – 14th centuries). It outlines a picture which proves the well-known [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><span id="more-262"></span><strong style="font-size: 1em;"></strong></h4>
<p><strong style="font-size: 1em;">Memorie</strong></p>
<p>Riccardo Rao, <em>Una civiltà del castagno: uomini e boschi nell’Appennino ligure-piemontese durante l’apogeo del medioevo (secoli XII- metà XIV)</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">The contribution is focused on the woodland changes of the Piedmontese Ligurian Apennines during the prime of the Middle Ages (12th – 14th centuries). It outlines a picture which proves the well-known pressure on uncultivated land in the demographic expansion phase of mediaeval Western countries and the process of woodland domestication. It also highlights a few original aspects: in particular the chestnut tree takes on a decisive role in local economies, both in the large Cistercian property, which promotes its diffusion through graft contracts with peasants, and among the weaker ranges of population, like women.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Elena Maccioni, <em>L’utilizzo della rappresaglia nella Corona d’Aragona alla fine del Trecento: dai registri </em>Marcarum<em> di Giovanni I il Cacciatore</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Reprisals in the late medieval age were a violent way to reintroduce a sort of international justice, especially in the Western European and Mediterranean states. In the fourteenth century, while the merchant community became aware of the risks of this practice, political authorities realized that reprisals could have a political and military importance for the states with an expanding commercial sector. The interest of central powers in a tighter control of this legal institute gave birth to the Marcarum books, which nowadays make possible the research of the history of reprisals used both as a compensation system, and  as  international and local political instruments, in particular in the Crown of Aragon.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Monica Santangelo, <em>Preminenza aristocratica a napoli nel tardo medioevo: i tocchi e il problema dell’origine dei sedili</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">This article aim is to insert the issue of medieval Naples Seggi in the reflection concerning the relationship between space, institutions and social preeminence. It reviews the topic of Seggi nobility and the tradition which recognized her inception in the first Angevin time, marking a clean difference between the informal socio-topographic units (tocchi), organizing the eminent families in Norman and Swabian Naples, and the Angevine Seggi, as institutional and aristocratic frameworks. Through the analysis of the balance between space and preeminence in the XII and XIII century, it is possibile to scrutinize the making of Seggio identity, by joining the logic of the regis servitium with the legitimization practices in a urban enviroment, and recognizing the usage and control of the urban space by eminent families as an essential tool for framing aristocratic identity.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Franca Bellucci, <em>Fissare l’origine dell’Italia-nazione: un problema del romanticismo italiano. Una lettura dell’ «Antologia» di Vieusseux e della «Nuova Antologia» 1866-1915</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">L’argomento del saggio è seguire la revisione dell’idea d’Italia nel Medioevo, quale si diffuse durante il Risorgimento italiano. Due i punti-fulcro del saggio: che il tema non interessò solo gli storici, ma coinvolse tutte le arti e diffuse nel sentire comune la convinzione che lo stato italiano fosse una naturale unità dall’antichità romana al presente. Inoltre, che Roma fosse un’entità viva, indenne durante le varie fasi storiche, capace di dare nuovo incitamento ai contemporanei. L’autrice basa la sua tesi su letture di riviste importanti e affidabili dell’Ottocento.</p>
<p style="text-align: justify;">The subject of the essay is the revision of the idea of Italy in the Middle Age which spread during the Italian ‘Risorgimento’. The two main purposes of the essay are: the topic didn’t interest only historians, but all arts were involved and so the convinction that the Italian nation was a natural unity lasting from ancient Rome to the present spread into the feelings of people. Futhermore, that Rome was considered a living being throught the various historical processes able to give new incentive to the contemporaries. The author founds her theses on the reading of important and reliable magazines of the nineteenth century.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Documenti</strong></p>
<p>Matteo Duni, <em>Un manuale inedito per cacciatori di streghe: il </em>Formularium pro exequendo inquisitionis officio<em> di Modesto Scrofeo (c. 1523)</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il domenicano vicentino Modesto Scrofeo fu uno dei protagonisti principali della caccia alle streghe in Italia agli inizi del ‘500. Inquisitore di Como negli anni ’20, Scrofeo mandò al rogo non meno di sette persone nel corso di una repressione durissima in Valtellina. Il Formularium ed altri notevoli scritti inediti di fra Modesto – analizzati per la prima volta in questo articolo &#8211; sono un condensato di quell’esperienza, pensato con il doppio fine di fornire una guida ai colleghi inquisitori e di rispondere alle forti proteste suscitate dal suo operato. L’opera rappresenta dunque una preziosa fonte d’informazioni su di una caccia finora poco nota, e al tempo stesso permette di ricostruire il profilo personale e dottrinale di un ecclesiastico convinto che lo sterminio delle complici di Satana fosse la priorità assoluta.</p>
<p style="text-align: justify;">Modesto Scrofeo, a Dominican friar from Vicenza, was one of the main protagonists of the witch-hunt in Italy at the beginning of the sixteenth century. In his capacity as inquisitor of Como in the 1520s, Scrofeo sent to the stake no fewer than seven persons during a violent hunt in the Valtellina area.The Formularium as well as other remarkable unpublished writings by fra Modesto – analyzed here for the first time – are a summa of that experience, aiming both to provide a guide to fellow inquisitors and to respond to the strong protests aroused by his campaign. This work thus provides precious information on a lesser-known witch-hunt, and at the same time it permits to reconstruct the personal and doctrinal profile of a churchman convinced that the extermination of Satan’s accomplices was the absolute priority.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Recensioni</strong></p>
<p><span style="text-align: justify;">Katharina Winckler, </span><em style="text-align: justify;">Die Alpen im Frühmittelalter. Die Geschichte eines Raumes in den Jahren 500 bis 800  </em><span style="text-align: justify;">(Thomas Szabó)</span></p>
<p>Duilio Caocci, Rita Fresu, Patrizia Serra, Lorenzo Tanzini, <em>La parola utile. Saggi sul discorso morale nel Medioevo </em>(Giovanna Murano)</p>
<p>Leardo Mascanzoni, <em>Guido Deotaiti e Flordebella. Antroponimia romagnola nel ‘200. Il </em>Quaternus fumantium comitatus Ymole<em> (1265 ca.). Edizione e studio </em>(Massimo Giansante)</p>
<p>Rosario Villari,<em> Un sogno di libertà. Napoli nel declino di un impero. 1585-1648 </em>(Leandro Perini)</p>
<p>Barbara Ann Naddeo, <em>Vico and Naples: the Urban Origins of Modern Social Theory </em>(Emanuele Salerno)</p>
<p>Giovanni Borgognone, <em>Come nasce una dittatura. L’Italia del delitto Matteotti </em>(Jacopo Tisato)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Notizie </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Archivio Storico Italiano – ISSN 0391-7770</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>2013 fascicolo I</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jan 2013 10:22:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dsptasicescc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anno 2013]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p> <p>Memorie</p> <p>Amedeo Feniello, Per la storia del commercio mediterraneo del lino. Il caso napoletano (X-XV)</p> <p style="text-align: justify;">Il lino fu una delle principali merci di esportazione napoletana nel corso del medioevo. È possibile scandire due fasi. La prima, altomedievale, vissuta prevalentemente all&#8217;ombra del mercato musulmano e gestita da operatori amalfitani, ebrei e musulmani con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-142"></span></p>
<p><strong>Memorie</strong></p>
<p>Amedeo Feniello, <em>Per la storia del commercio mediterraneo del lino. Il caso napoletano (X-XV)</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il lino fu una delle principali merci di esportazione napoletana nel corso del medioevo. È possibile scandire due fasi. La prima, altomedievale, vissuta prevalentemente all&#8217;ombra del mercato musulmano e gestita da operatori amalfitani, ebrei e musulmani con il loro cuore nei mercati di Alessandria e di Fustat. La seconda, dominata dalle economie italiane di Pisa, Genova e – in seguito – di Firenze. Un tempo nuovo, dove Napoli e il Mezzogiorno non sono più al Nord del mondo commerciale Mediterraneo ma si sono trasformati nel Sud d&#8217;Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">During the Middle Ages, flax was one of the main Neapolitan export goods. Two periods are recognizable: 1) The first, during the early Middle ages, flourished under the influence of the Muslim market and was managed by operators from Amalfi and by Jewish and Muslim merchants<strong>.</strong> The heart of this market was in Egypt, in the cities of Alexandria and Fustat. 2) The second period was dominated by the Italian towns of Pisa, Genoa and &#8211; later – Florence. Naples and Southern Italy became therefore the South of Europe and were no longer seen as the northern<strong> </strong>side of the Mediterranean basin.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pierluigi Licciardello, <em>Le visite pastorali all’abbazia di Sansepolcro nel Duecento</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">L’abbazia di Sansepolcro è fondata in diocesi di Città di Castello agli inizi dell’XI secolo e durante il XII secolo entra a far parte della Congregazione Camaldolese. Da questo momento in poi sono due le istituzioni responsabili della vita religiosa del monastero: il vescovo di Città di Castello e il priore generale di Camaldoli. Nel Duecento vediamo entrambi i soggetti esercitare contemporaneamente il diritto di visita sul monastero, con qualche contrasto, fino all’esenzione di tutti i monasteri Camaldolesi dai loro vescovi, ottenuta nel 1258. L’analisi delle visite camaldolesi del Duecento ci permette di vedere da vicino alcuni momenti della vita quotidiana del monastero, in particolare la condotta scandalosa dei monaci nel 1267, e anche di capire il funzionamento di uno dei principali strumenti di controllo dei membri della Congregazione.</p>
<p style="text-align: justify;">The abbey of Sansepolcro was founded in the Diocese of Città di Castello in the early eleventh century and became part of the Camaldolese Congregation during the twelfth century. Thereafter two institutions became responsible for the religious life of the monastery: the Bishop of Città di Castello and the General Prior of Camaldoli. In the thirteenth century both institutions simultaneously exercised the right of correction in the abbey, with some contrasts, until the exemption, obtained in 1258, of all the Camaldolese monasteries from the jurisdiction of their bishops. The analysis of the Camaldolese visits of the thirteenth century allows us to shed some light on the daily life of the monastery, and especially on the scandalous conduct of the monks in 1267. Furthermore, the analysis clarifies how one of the main tools of control over the members of the Congregation worked.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cesarina Casanova, <em>Medici in provincia: le condotte nel bolognese tra il dominio francese e l’Unità</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Insieme con i dipendenti comunali e con il personale delle cancellerie dei governatorati, i medici condotti, di estrazione contadina, testimoniano una significativa trasformazione nella società di provincia, non più esclusivamente legata alla terra e al suo tradizionalismo: le fonti bolognesi dimostrano anzi che nella prima metà dell’Ottocento essi contribuirono alla diffusione  di nuove idee e all’abbattimento del muro di reciproca diffidenza fra cittadini e abitanti del territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Alongside municipal employees and lower courts staff, the network of country doctors, who very often were born in peasant families and then graduated at the University of Bologna, testify to a significant change in rural society, no longer just tied to the land and its conservatism. Sources show that during the first half of the nineteenth century physicians and surgeons contributed to a spreading of new ideas and began to tear down the wall of mutual distrust between the inhabitants of the city and the inhabitants of the surrounding territory.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alessandro Conti, <em>L’autunno dello scorpione: la famiglia Annibaldi della Molara in età moderna</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">L’antica famiglia romana degli Annibaldi deve la propria fama soprattutto alla sua straordinaria ascesa nel Lazio del Duecento, mentre le successive vicende del casato, particolarmente quelle d’età moderna, sono molto meno indagate. Con l’ausilio di molteplici fonti inedite, il presente studio mira a superare in parte questa carenza, approfondendo l’identità e le autorappresentazioni del ramo dinastico degli Annibaldi “della Molara” in quanto appartenente al patriziato di Roma tra XVI e XVIII secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">The ancient Roman family of the Annibaldi owes its reputation mainly to its extraordinary rise in thirteenth-century Lazio, while the subsequent history of the lineage, particularly in the early modern period, has been much less investigated. With the help of many unpublished sources, the present study aims to partially overcome this gap, investigating the identity and self-representations of the dynastic branch of the Annibaldi &#8220;della Molara&#8221; as a member of the <em>Roman patriciate</em> between the sixteenth and eighteenth centuries.</p>
</blockquote>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Documenti</strong></p>
<p>Bruno Figliuolo, <em>Sulla costruzione di un ponte in legno nei pressi di Tolmino (1321)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Recensioni</strong></p>
<p>Barbara Visentin, <em>La nuova Capua longobarda. Identità etnica e coscienza civica nel mezzogiorno altomedievale </em>(Fulvio Delle Donne)</p>
<p>Paolo Gabriele Nobili, <em>Alle origini della città. Credito, fisco e società nella Bergamo del Duecento</em> (Alma Poloni)</p>
<p>Beatrice del Bo, <em>La spada e la grazia. Vite di aristocratici nel Trecento subalpino </em>(Gian Paolo G. Scharf)</p>
<p>Marco Pellegrini, <em>Religione e Umanesimo nel primo Rinascimento da Petrarca a Valla </em>(Lorenzo Tanzini)</p>
<p>Donata Battilotti, Gianluca Belli, Amedeo Belluzzi, <em>Nati sotto Mercurio. Le architetture del mercante nel Rinascimento fiorentino </em>(Giuliano Pinto)</p>
<p>Yael Manes, <em>Motherhood and Patriarchal Masculinities in Sixteenth century itailan Comedy </em>(Francesca Fantappié)</p>
<p>Anna Maria Rao, <em>Lumi Riforme Rivoluzione. Percorsi storiografici </em>(Rolando Minuti)</p>
<p>Simon Levis Sullam, <em>L’Apostoli a brandelli. L’eredità di Mazzini tra Risorgimento e fascismo </em>(Michele Simonetto)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Notizie</strong></p>
<h4></h4>
<p style="text-align: center;"><strong>Archivio Storico Italiano – ISSN 0391-7770</strong></p>
]]></content:encoded>
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