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	<title>Archivio Storico Italiano &#187; Anno 2014</title>
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	<description>Deputazione di storia patria per la Toscana</description>
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		<title>2014 fascicolo IV</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2014 15:44:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dsptasicescc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anno 2014]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Memorie</p> <p>Francesco Bettarini, Un consorzio cittadino del 1420. Società e credito solidale in tempo di crisi</p> <p style="text-align: justify;">Il saggio analizza un dispositivo notarile rogato a Prato nel 1420, ipotizzando la costituzione di un consorzio collettivo a tutela degli investimenti operati all&#8217;estero dai mercanti locali. L&#8217;atto viene quindi inquadrato all&#8217;interno di un percorso sperimentale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5><span id="more-719"></span></h5>
<p><strong>Memorie</strong></p>
<p>Francesco Bettarini, <em>Un consorzio cittadino del 1420. Società e credito solidale in tempo di crisi</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il saggio analizza un dispositivo notarile rogato a Prato nel 1420, ipotizzando la costituzione di un consorzio collettivo a tutela degli investimenti operati all&#8217;estero dai mercanti locali. L&#8217;atto viene quindi inquadrato all&#8217;interno di un percorso sperimentale che sfruttava strumenti privatistici per creare strutture di pubblica utilità.</p>
<p style="text-align: justify;">The paper investigates a deed notarized in Prato on 1420, supposing the establishment of a consortium for the protection of the investments made abroad by local merchants. A deed showing an experimental process developed to create public facilities with private tools.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rita Mazzei, <em>Il viaggio alle terme nel Cinquecento. Un ‘pellegrinaggio’ d’élite fra sanità, politica e diplomazia</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">L’uso delle fonti termali a scopo terapeutico nel secolo XVI divenne una pratica largamente seguita in gran parte d’Europa. Fra le terme più famose quelle di Spa, vicino a Liegi, e quelle di Plombières, ai confini fra la Lorena e la Germania. In Francia andavano ai bagni di Pougues e di Bourbon-Lancy Enrico III e la regina Luisa; Margherita di Navarra amava i bagni di Cauterets, negli Alti Pirenei. In Italia erano apprezzate le terme in territorio padovano, i bagni di Acqui Terme, nel Monferrato, i bagni della Porretta, nell’Appennino tosco-romagnolo, quelli di Petriolo in territorio senese e, più a sud, quelli di Viterbo e le terme puteolane. Ma più celebri di tutti furono i bagni nei pressi di Lucca celebrati da Montaigne (1581). A frequentare i bagni erano soprattutto le élites ecclesiastiche e laiche, cardinali, nobildonne, principi, ambasciatori, membri della più agiata borghesia urbana. La frequenza ai bagni si impose come una vera e propria moda aristocratica, che aveva risvolti interessanti per la stessa vita politica.</p>
<p style="text-align: justify;">The use of hot springs for therapeutic purposes became a widely followed practice in most of sixteenth-century Europe. Among the most famous thermal baths were those of Spa, near Liege, and those of Plombières, on the border between Lorraine and Germany. In France, Henry III and Queen Louise frequented the baths of Pougues and Bourbon-Lancy; Margaret of Navarre loved the baths of Cauterets, in the Hautes-Pyrénées. In Italy, the most popular baths were the ones in the territory of Padua, those of Acqui Terme, Monferrato, the baths of Porretta in the Tuscany-Romagna Appennines, those of Petriolo near Siena, and, further south, those of Viterbo and Puteoli. But the most famous of all were the baths near Lucca, celebrated by Montaigne (1581). The baths were attended most assiduously by the ecclesiastical and secular elites, cardinals, noblewomen, princes, ambassadors, and members of the wealthier urban middle-class. Frequenting the baths established itself as a true aristocratic fad, which had interesting repercussions even on political life.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gabriele Turi, <em>Cultura storica e insegnamento della storia all’Istituto di studi superiori di Firenze</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">L’Istituto di studi superiori, fondato nel 1859 e trasformato in Università nel 1924, svolse un ruolo nazionale importante dall’Unità all’avvento del fascismo. Lo testimonia la cultura storica, che fu trasmessa nell’800 anche dai corsi letterari e linguistici della sezione di Filosofia e Filologia, e l’insegnamento della storia medievale e moderna, impartito attraverso l’unica cattedra di Storia moderna, di cui furono titolari Pasquale Villari, Carlo Cipolla e Gaetano Salvemini. L’autore evidenzia, utilizzando anche documenti di archivio, il carattere positivistico della disciplina insieme alla forte tensione civile che la ispirava (nel 1925 l’antifascista Salvemini fu costretto a emigrare), presenta le difficili condizioni finanziarie dell’Istituto e della biblioteca della sezione, sottolinea l’apertura tematica offerta all’inizio del ‘900 dai liberi docenti, che spostarono i loro interessi dalla storia medievale e moderna a quella contemporanea.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Documenti</strong></p>
<p>Tobias Daniels &#8211; Arnold Esch, <em>Casi fiorentini negli atti della Penitenzieria Apostolica 1439-1484</em>.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">This article discusses supplications addressed to the Pope and processed by the Apostolic Penitentiary, a type of source hitherto underrepresented in the research of the Florentine Renaissance. A typology of the supplications is laid out for the years 1439-1484 in order to show how these Roman sources can provide deeper insight into the Florentine Renaissance on matters ranging from pilgrimages, merchant and banking enterprises, migration, the internal government of the city, the exercise of power in the contado and war, to the social life.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Recensioni</strong></p>
<p>Luigi Provero, <em>Le parole dei sudditi. Azioni e scritture della politica contadina nel Duecento</em> (Giuliano Pinto)</p>
<p><em>Palazzo Datini a Prato. Una casa fatta per durare mille anni</em>, a cura di Jérôme Hayez e Diana Toccafondi (Stefano Calonaci)</p>
<p>Tobias Daniels, <em>La congiura dei Pazzi: i documenti del conflitto fra Lorenzo de’ Medici e Sisto IV</em> (Enrico Roveda)</p>
<p>Mario Rosa, <em>La Curia romana nell’età moderna. Istituzioni, cultura, carriere</em> (Marco Albertoni)</p>
<p>David McKitterick, <em>Old Books, New Technologies: the Representation, Conservation and Transformation of Books since 1700 </em> (Angela Nuovo)</p>
<p>Adolfo Berardello, <em>Da Bonaparte a Radetzky. Cittadini in armi: la Guardia nazionale a Venezia (1797-1849)</em> (Michele Simonetto)</p>
<p><em>Di generazione in generazione. Le italiane dall’Unità a oggi</em>, a cura di Maria Teresa Mori, Alesandra Pescarolo, Anna Scattigno, Simonetta Soldani (Luisa Tasca)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Notizie</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Archivio Storico Italiano &#8211; ISSN 0391-7770<span style="font-size: 0.75em;"> </span></strong></p>
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		<title>2014 fascicolo III</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2014 15:43:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dsptasicescc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anno 2014]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Memorie</p> <p>Igor Santos Salazar, Nascita e sviluppo di una Badia. San Casciano a Montescalari nel Valdarno superiore fiorentino (1040-1130)</p> <p style="text-align: justify;">In questo saggio si indaga sul primo secolo di storia della Badia di Montescalari (1040-1130). Sul contesto della sua fondazione da parte della famiglia dei Da Cintoia; sulle forme di organizzazione della sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5><span id="more-717"></span></h5>
<p><strong>Memorie</strong></p>
<p>Igor Santos Salazar, <em>Nascita e sviluppo di una Badia. San Casciano a Montescalari nel Valdarno superiore fiorentino (1040-1130)</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">In questo saggio si indaga sul primo secolo di storia della Badia di Montescalari (1040-1130). Sul contesto della sua fondazione da parte della famiglia dei Da Cintoia; sulle forme di organizzazione della sua prima comunità e, soprattutto, sullo sviluppo del suo patrimonio con una attenzione speciale al carattere con cui, dopo la sua entrata nell’ordine Vallombrosano, Montescalari andò via via rafforzando la propria presenza patrimoniale e la sua personalità signorile in uno spazio geografico come il Valdarno e il Chianti.</p>
<p style="text-align: justify;">The aim of this paper is to investigate the first century of the Abbey of Montescalari (1040-1130). The study considers both the context of its foundation by the Da Cintoia family and the forms of organization and development of its first community. The study also takes into consideration the development of the Abbey’s estate, devoting special attention to the character with which &#8211; after it entered the Vallombrosian order - Montescalari gradually intensified its patrimonial wealth  and its seigneurial prerogatives within the geographies of the Valdarno and Chianti regions.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Amedeo Feniello, <em>Un capitalismo mediterraneo. I Medici e il commercio del grano in Puglia nel tardo Quattrocento</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il tema della partecipazione commerciale straniera e dell&#8217;influenza che essa ebbe sulle condizioni del generale contesto produttivo agricolo del sud Italia nel tardo Medioevo è stato poco sviluppato. Questo saggio cerca di rispondere alla questione, col descrivere la penetrazione del gruppo commercial-bancario dei Medici in Puglia nella seconda meta del XV secolo, con l&#8217;obiettivo di coordinare l&#8217;esportazione del grano locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Little study has been dedicated to the impact of foreign commercial interests on agricultural production in southern Italy during the late Middle Ages. This essay takes up the issue by analyzing the efforts of the Medici bank to control the export of local grain in Puglia in the second half of the fifteenth century.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Documenti</strong></p>
<p>Stefano U. Baldassarri and Brian Jeffrey Maxson, <em>Giannozzo Manetti, the Emperor and the Praise of a King in 1452</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">This article publishes a new text by Giannozzo Manetti and places it into the political, diplomatic, and biographical context from which it emerged. Manetti’s “Panegyric to King Alfonso” was written for the occasion of the Holy Roman Emperor Frederick III’s visit to Naples in the spring of 1452. This article and the accompanying first edition of Manetti’s treatise add new insights into the events of mid-Quattrocento Italy that led to Manetti’s voluntary exile from Florence, in addition to a new chapter in the narrative of patrician resistance to the consolidation of political power in Florence under Cosimo de’ Medici and his allies.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Recensioni</strong></p>
<p>David Kusman,<em> Usuriers publics et banquiers piémontais. Le rôle économique des financiers piémontais dans le villes du duché de Brabant (XIIIe-XIVe siècle)</em> (Sergio Tognetti)</p>
<p><em>Draghi rossi e querce azzurre. Elenchi descrittivi di abiti di lusso (Firenze 1343-1345)</em> (Claudia Tripodi)</p>
<p>Herman H. Schwedt, <em>Die Anfänge der Römischen Inquisition. Kasrdinäle und Konsultoren 1542 bis 1600</em> (Vincenzo Lavenia)</p>
<p>Marco Moroni, <em>Nel medio Adriatico. Risorse, traffici, città fra basso Medioevo ed età moderna</em> (Egidio Ivetic)</p>
<p>Eva Gregorovicova, <em>Kapitoly z dejin Rodinného archivu toskánskych Habsburku (Capitoli per la storia dell’Archivio Asburgo Lorena)</em> (Orsola Gori)</p>
<p>Camilla Poesio, <em>Il confino fascista. L’arma silenziosa del regime</em> (Jacopo Tisato)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Notizie</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Archivio Storico Italiano &#8211; ISSN 0391-7770</strong></p>
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		<title>2014 fascicolo II</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2014 06:31:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dsptasicescc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anno 2014]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Memorie</p> <p>Gian Paolo G. Scharf, La lenta ascesa di una famiglia signorile: i Tarlati di Pietramala prima del 1321</p> <p style="text-align: justify;">L’articolo delinea le origini e le prime vicende di una famiglia nota per aver dato origine a una signoria piuttosto solida su di una città toscana della prima metà del Trecento, ossia Arezzo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5><span id="more-682"></span></h5>
<p><strong>Memorie</strong></p>
<p><strong></strong>Gian Paolo G. Scharf, <em>La lenta ascesa di una famiglia signorile: i Tarlati di Pietramala prima del 1321</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">L’articolo delinea le origini e le prime vicende di una famiglia nota per aver dato origine a una signoria piuttosto solida su di una città toscana della prima metà del Trecento, ossia Arezzo. Lo scopo dello studio è mostrare come l’ascesa di tale famiglia sia stata possibile e a quali strategie essa abbia fatto ricorso per raggiungere l’ambito traguardo, emergendo sopra le altre dell’élite comunale aretina del Duecento e primo Trecento. Il saggio evidenzia un percorso piuttosto lungo e incentrato su una serie di differenti tattiche, utilizzate contemporaneamente o con cronologie diverse, ma tutte focalizzate a conquistare uno status di primazia nell’ambito della città e del contado. L’impegno nella politica comunale infatti non si tradusse in un disimpegno dalla scena rurale, dove i Tarlati mantennero una forte base signorile; d’altra parte una notevole attività creditizia, che forniva una ingente ricchezza mobiliare, si accompagnò a uno stretto rapporto con la chiesa locale, che infatti fornì l’ultimo gradino all’ascesa signorile, dato che Guido da Pietramala divenne signore della città dopo esserne diventato vescovo. Questa multiforme strategia, che nell’immediato dette frutti cospicui, spiega dunque la genesi e per così dire la “preistoria” di una signoria, che andrà quindi approfondita partendo da queste basi.</p>
<p style="text-align: justify;">The article describes the origins and the first events of a family known for having ruled whith a strong lordship a Tuscan city in the first half of the fourteenth century, namely Arezzo. The study aim consists in showing how the family growth was possible and which were the used strategies that made possible the family emergence over the other Aretine communal élite families in the thirtheenth and first fourteenth centuries. The essay highlights a long path, centered about different tactics, used simultaneously or in different times, but all of them focused about conquering a primacy status in the city and neighbouring countryside. The activity in the communal politic did not mean a disregard for the rural scene, where Tarlati manteined a strong and powerful lordship. Meanwhile the banking activity, that granted a big money wealthyness to the family, was sided by the strict relationship whith the local church, which provided the last step to the lordship, because Guido da Pietramala reached the city rule only after having gained the bishopric. This multifaced strategy, which granted to the family immediate results, can explain the genesis and the so speaking “prehistory” of the lordship: starting from here future studies will deepen the analysis.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alessia  Meneghin, <em>La tavola di un salariato fiorentino nel XV secolo. Dai ricordi di Piero Puro ‘donzello’ della Parte Guelfa</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il saggio illustra l’evoluzione delle abitudini di spesa e alimentari di un salariato fiorentino, Piero Puro di Francesco da Vicchio, per circa un trentennio a cavallo fra la prima e la seconda metà del quindicesimo secolo. A partire dalle varianti economiche quali il salario, le attività secondarie, e le piccole possibilità di autoconsumo, ognuna capace di produrre un certo effetto sul potere d’acquisto di Piero, verranno mostrati gli alimenti che più frequentemente comparivano sulla sua tavola, e come le preferenze alimentari, legate a scelte consumistiche e di gusto, nonché alle capacità finanziarie accresciute nel corso degli anni, determinassero l’andamento della sua dieta e di quella della sua famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">The article illustrates the evolution of the spending habits and the diet of a salaried employee, Piero Puro, in fifteenth-century Florence. Piero’s and his family’s preferences were conditioned by consumer choices and taste, as well as by an increased financial capacity over the years. Economic factors such as Piero’s salary, the parallel activities which he carried out along with his main job in order to augment his earnings, and the small possibilities of consumption offered by the products coming from his land, produced a certain effect on his purchasing power, which ultimately found a reflection in what he bought and ate.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Paolo Simoncelli, <em>Incontri al Borgo. Divagazioni politiche su Vasari, Rosso, Gherardi</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Questo saggio richiama l&#8217;attenzione sulle relazioni politiche tra committenti, pittori e alcuni condottieri al servizio della Francia e della Repubblica fiorentina. In particolare negli anni 1528-30, tra Arezzo e Borgo Sansepolcro (piazze strategiche per la difesa della Repubblica), Vasari, Rosso e Gherardi intrecciano i loro destini. L&#8217;evolvere della situazione politico-militare determinerà le diverse scelte di ciascuno di loro. Il mediceo Vasari, nelle &#8220;Vite&#8221;, avrebbe però celato il rilievo politico delle scelte antimedicee di Rosso e Gherardi.</p>
<p style="text-align: justify;">This essay draws the attention to the political relations among philantropists, painting masters and military leaders at the service of France and of the Republic of Florence. Particularly in the years 1528-30, in Arezzo and Borgo Sansepolcro (strategic locations for the defence of the Republic), Vasari, Rosso and Gherardi intertwine their own fate. The evolution of the politically and military situation will determinate their own different choices. The Medicean Vasari, in the &#8220;Vite&#8221;, would eventually hide the political relevance of Rosso and Gherardi positions against the Medici family.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Renato Pasta,  <em>Mediazioni e trasformazioni: operatori del libro in Italia nel Settecento</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Recensioni</strong><strong> </strong><strong>  </strong></p>
<p>Chris Wickham, <em> Roma medievale. Crisi e stabilità di una città, 900-1150  </em>(Sergio Tognetti)</p>
<p>Florian Hartmann, <em>Ars Dictaminis: Briefsteller und verbale Kommunikation in den italienischen Stadtkommunen des 11. Bis 13 Jahrunderts </em>(Enrico Faini)</p>
<p>Pierre Chastang, <em>La ville, le gouvernment et l’écrit a Montpellier (XII<sup>e</sup>-XIV<sup>e </sup>siècles). Essai d’histoire sociale </em>(Lorenzo Tanzini)</p>
<p>Francis W. Kent, <em>Princely Citizen. </em><em>Lorenzo de’ Medici and Renaissance Florence </em>(Claudia Tripodi)</p>
<p>Monica Azzolini, <em>The Duke and the Stars. Astrology and Politics in Renaissance Milan  </em>(Michaela Valente)</p>
<p><em>La Toscana nella costruzione dello stato nazionale dallo Statuto toscano alla Costituzione della Repubblica 1848  </em>(Chiara Martinelli)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Notizie</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Archivio Storico Italiano &#8211; ISSN 0391-7770</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>2014 fascicolo I</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2014 06:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dsptasicescc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anno 2014]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Memorie</p> <p>Silvia Cantelli Berarducci, Elezioni e consacrazioni episcopali nella Gallia merovingia del sec. VI</p> <p style="text-align: justify;">Fin dall&#8217;inizio del loro governo i sovrani merovingi esercitarono un potere significativo sulle ordinazioni episcopali, destinato ad accrescersi nel corso del sec. VI. Ma quale fu l&#8217;atteggiamento dell&#8217;élite episcopale di fronte al ruolo assunto dalla potestà secolare nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><span id="more-677"></span></h4>
<p><strong>Memorie</strong></p>
<p>Silvia Cantelli Berarducci, <em>Elezioni e consacrazioni episcopali nella Gallia merovingia del sec. VI</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Fin dall&#8217;inizio del loro governo i sovrani merovingi esercitarono un potere significativo sulle ordinazioni episcopali, destinato ad accrescersi nel corso del sec. VI. Ma quale fu l&#8217;atteggiamento dell&#8217;élite episcopale di fronte al ruolo assunto dalla potestà secolare nella designazione della più alta carica ecclesiastica? Tra le fonti di cui disponiamo per rispondere a questa domanda, un posto speciale spetta agli atti dei concili che si tennero entro i confini della Gallia merovingia: essi infatti dedicano un certo numero di canoni alle procedure che regolano la consacrazione di un vescovo. Tali canoni costituiscono il filo conduttore del presente lavoro, il cui obiettivo è fornire qualche suggestione sulle convinzioni e gli auspici che determinarono e condizionarono il punto di vista degli esponenti di maggior spicco dell&#8217;alto clero che, per tutto il secolo VI, continuarono a provenire dalle grandi famiglie dell’aristocrazia gallo-romana.</p>
<p style="text-align: justify;">From the beginning of their government Merovingian kings exercised a significant power on the episcopal ordinations, destined to increase during the sixth century. But what was the attitude of the ecclesiastical élite in front of the power assumed by the secular authority in the designation of the highest ecclesiastical office? Among the sources that we have to answer this question, a special place belongs to the acts of the councils which were held within the confines of Merovingian Gaul: in fact, they devote a certain number of canons to the procedures governing the consecration of a bishop. These canons are the leitmotif of this work, whose goal is to provide some suggestions on beliefs and hopes that determined and conditioned the point of view taken by the exponents of major high clergy, that continued to come from great families of the Gallo-Roman aristocracy throughout the entire sixth century.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>David McKitterick, <em>Putting the past on show. Old books and communal memory in the nineteenth century</em><br />
<strong></strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">The printed word is one of the most powerful means we possess of recording the past. In the nineteenth century wealthy bibliophiles encouraged the collecting of early and rare editions; but these bibliophiles were a small minority. What other means were used to educate public memory as represented in print? Using examples from Italy, Germany, France, England, Belgium and the Netherlands, including Gutenberg, Dante and William Caxton, this article shows how the celebration of anniversaries, expressed in statues and exhibitions, created public memory. The history of printing, and its public display in exhibitions and museums, was used to promote political unity.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Documenti</strong></p>
<p>Maria Paola Zanoboni, <em>Donne al lavoro nell’edilizia medievale</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">During the fourteenth and fifteenth centuries women did play an important role both as work force and in trading activities since they carried out many tasks in several fields of different occupations. Women were mainly involved in the textile industry but, in addition, working women were heavily involved in many groups of activities, even in the building industry. In many countries of medieval Europe women’s work in building industry was prominent. In this essay we report an exceptional document showing that nearly 300 women dug a ditch.</p>
<p style="text-align: justify;">In molte città italiane ed europee, nei secoli XIV e XV, il lavoro femminile era diffuso, accanto alle tradizionali occupazioni tessili, in una miriade di altre attività, che solo studi recenti stanno progressivamente mettendo in luce. Tra queste, un ruolo significativo va sicuramente ascritto al massiccio impiego delle donne nell’edilizia, illustrato fino ad ora da un numero alquanto esiguo di saggi prevalentemente francesi e spagnoli. In questa sede viene pubblicato un documento di notevole interesse relativo invece all’Italia settentrionale: l’elenco di quasi 300 operaie impiegate nello scavo di una roggia nei pressi di Pavia.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Discussioni</strong></p>
<p><strong></strong>Roberto Vivarelli,<em> Intorno al carteggio Cantimori-Manacorda</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Recensioni</strong></p>
<p><strong></strong>Sofia Meyer, <em>Der heilige Vinzenz von Zaragoza. Studien zur Präsenza eines Märtyrers zwischen Spätantike und Hochmittelalter</em> (Silvia Cantelli Berarducci)</p>
<p>Kai Michael Sprengler, <em>Zwischen Den Stühlen: Studien Zur Wahrnehmung des Alexandrinischen Schisma in Reichsitalien (1159-1177)</em> (Enrico Faini)</p>
<p>Elisabetta Filippini, <em>Questua e carità. I canonici di sant’Antonio di Vienne nella Lombardia Medievale</em>, (Gian Paolo G. Scharf)</p>
<p>Luca Boschetto, <em>Società e cultura a Firenze al tempo del Concilio. Eugenio IV tra curiali, mercanti e umanisti (1434-1443)</em> (Lorenzo Tanzini)</p>
<p>Gennaro Maria Barbuto, <em>Machiavelli</em> (Sergio Bertelli)</p>
<p>Jeffrey Freedman, <em>Books Without Borders in Enlightment Europe</em> (Renato Pasta)</p>
<p>Liana Vardi, <em>The Physiocrats and the World of Enlightenment</em> (Manuela Albertone)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Notizie</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Archivio Storico Italiano – ISSN 0391-7770</strong></p>
]]></content:encoded>
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