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	<title>Archivio Storico Italiano &#187; Anno 2016</title>
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	<description>Deputazione di storia patria per la Toscana</description>
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		<title>2016 fascicolo IV</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2016 16:21:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dsptasicescc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ <p>Memorie</p> <p>Tommaso Duranti, Una disputa tra medicina e diritto del primo Trecento all’Università di Bologna</p> <p>La cosiddetta ‘disputa delle arti’, che infiammò le penne degli intellettuali più noti dalla fine del XIV secolo, e che è considerata una delle tipiche espressioni dell’umanesimo italiano, poggiava su un dibattito precedente, scaturito tutto internamente all’ambiente scolastico e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5><span id="more-1402"></span></h5>
<p><strong>Memorie</strong></p>
<p>Tommaso Duranti, <em>Una disputa tra medicina e diritto del primo Trecento all’Università di Bologna</em></p>
<blockquote><p>La cosiddetta ‘disputa delle arti’, che infiammò le penne degli intellettuali più noti dalla fine del XIV secolo, e che è considerata una delle tipiche espressioni dell’umanesimo italiano, poggiava su un dibattito precedente, scaturito tutto internamente all’ambiente scolastico e su cui gli umanisti si inserirono, pur con esiti diversi. Rari sono, però, gli esempi di questa disputa tipicamente medievale, le cui eco si ritrovano nelle commendationes delle discipline, nei tentativi di categorizzazione del sistema di sapere e di definizione scientifica, e indirettamente anche nel contrasto per la preminenza intellettuale e sociale delle diverse componenti scolastiche. Il sermone ‘de comparacione scientie medicine ad scientiam legalem’ di Giuliano Preonti, docente di medicina all’università di Bologna nella prima metà del XIV secolo, pronunciato in apertura dell’anno accademico 1342, rappresenta uno di questi esempi. Pur ripetendo, e a volte in modo non particolarmente limpido, temi e procedimenti retorici che poi furono tipici del dibattito umanistico, questo sermone ufficiale, di cui si dà l’edizione, ben esemplifica la precocità, e anche la vischiosità, di una disputa poi portata alla ribalta da Coluccio Salutati e dai suoi successori.</p>
<p>The so-called ‘disputa delle arti&#8217;, which ignited the best intellectuals from the late fourteenth century onward and is considered to be a typical expression of Italian humanism, was originated by a previous debate born within the scolastic milieu. The humanists inserted themselves in this debate, albeit with different outcomes. Examples of this typically medieval debate are rare; some echoes can be found in the commendationes of disciplines, in the categorizations of knowledge, and indirectly also in the disputes for intellectual and social prominence among the various scolastic components. The sermon ‘de comparacione scientie medicine ad scientiam legalem’ by Giuliano Preonti, professor of medicine at the University of Bologna in the first half of the fourteenth century, pronounced in 1342 for the opening of the academic year, is one such example. Although it repeats -sometimes not clearly- themes and rhetorical devices that later would become typical of the humanist debate, this official sermon, whose edition is here offered, well exemplifies the precocity, and also the stickiness, of a dispute later brought to the forefront by Coluccio Salutati and his successors.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Laura Righi, <em>Produzione di seta e trasferimenti tecnologici tra legislazione e frodi: il caso di Bologna dal XIV al XVI secolo</em></p>
<blockquote><p>L’articolo prende in esame tre casi di trasferimenti tecnologici messi in atto da artigiani del settore serico bolognese tra il 1474 e il 1538. Trasferimenti che diventano oggetto di severi provvedimenti giudiziari poiché proibiti dalla precedente legislazione emanata dall’Arte della seta e dalle autorità cittadine, entrambe interessate a tutelare la tecnologia del filatoio idraulico. Seguendo il percorso degli artigiani emigrati, lo studio prende in esame le fonti relative alle città di destinazione &#8211; Firenze, Modena e Trento &#8211; al fine di mettere in evidenza i risultati di questi trasferimenti, tanto per il singolo artigiano quanto per l’economia delle città.</p>
<p>This article focuses on three cases of technological relocations carried out by silk artisans between 1474 and 1538. Relocations became constant objects of judicial sentences produced by Bologna’s government and by the silk corporation, which were both interested in protecting the most important technological improvement developed within the city: the hydraulic spinner. Following the artisans, this study takes into consideration sources relative to the sites of such relocations: Firenze, Modena and Trento. This exercise allows us to highlight the outcomes of these relocations, both for the individual artisans and for the new towns&#8217; economies.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Elena Pozzebon, <em>Tra filosofia e scienza: il «Giornale de&#8217; letterati» di Pisa (1771-1796)</em></p>
<blockquote><p>Lo scopo del presente lavoro è quello di analizzare gli articoli pubblicati dal Giornale de’ letterati di Pisa, periodico settecentesco diretto dall’erudito Angelo Maria Fabroni, sia dal punto di vista filosofico che scientifico. Da questa ricerca emergono nuove tendenze illuministiche che caratterizzano la Toscana di Pietro Leopoldo, nuove scoperte scientifiche e mediche, fedeli alla lezione galileiana, elementi di pedagogia, accanto a pensieri teologici ancora di stampo aristotelico.</p>
<p>The purpose of this project is to analyze the articles published in the eighteenth-century periodical Giornale de&#8217; letterati di Pisa, directed by the erudite Angelo Maria Fabroni. The research highlights new trends in the Tuscan Enlightenment during the age of Pietro Leopoldo: scientific and medical discoveries conformed to Galileo&#8217;s teachings, elements of pedagogy, as well as theological thought still tied to Aristotelian theology.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Documenti</strong></p>
<p>Riccardo Parmeggiani, <em>Dal carteggio Benvoglienti-Muratori: la condanna postuma dell’usuraio Vanni da Montepulciano (1314)</em></p>
<blockquote><p>Il saggio propone lo studio e l’edizione degli atti relativi alla condanna postuma per eresia pronunciata contro l’usuraio Vanni da Montepulciano dall’inquisitore francescano Alamanno da Lucca nel 1314. Il procedimento presenta caratteristiche assolutamente peculiari, tali da indurre l’erudito senese Uberto Benvoglienti a segnalare il documento a Ludovico Antonio Muratori in vista di una sua possibile inclusione nelle Antichità Estensi ed Italiane. I contorni dell’azione penale, nel loro complesso, concorrono a far ritenere la vicenda processuale un caso esemplare all’origine dei caricaturali topoi antimendicanti veicolati da alcune opere letterarie coeve, su tutte il Fiore attribuibile a Dante.</p>
<p>This essay offers a study and edition of the documents concerning the posthumous sentence for heresy imposed on the usurer Vanni of Montepulciano by the Franciscan inquisitor Alamanno of Lucca in 1314. The prosecution shows features so peculiar that the Sienese scholar Uberto Benvoglienti signaled the document to Ludovico Antonio Muratori in view of its possible inclusion in the Antichità Estensi ed Italiane. The outlines of the complete penal action lead us to consider this trial to be a prime example of what originated the grotesquely exaggerated antifraternalistic topoi spread by some contemporary literary works, in particular by the Fiore attributed to Dante.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Discussioni</strong></p>
<p>Jean-Claude Maire Vigueur, <em>Spazio urbano e sistema di relazioni: a proposito della Venezia di Élisabeth Crouzet-Pavan</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Recensioni</strong></p>
<p>Steven A. Epstein,<em> The Talents of Jacopo da Varagine. A Genoese Mind in Medieval Europe</em> (Giovanna Murano)</p>
<p><em>Identitès angevines. Entre Provence et Naples. XIIIe-XVe siècle</em>, a cura di Jean-Paul Boyer, Anne Mailloux, Laure Verdon (Francesco Paolo Tocco)</p>
<p>Pierluigi Licciardello, <em>Un vescovo contro il Papato: il conflitto fra Guido Tarlati e Giovanni XXII (1312-1339)</em> (Enrico Faini)</p>
<p>Fabien Faugeron, <em>Nourrir la ville. Ravitaillement, marchés et métiers de l’alimentation à Venise dans les derniers siècles du Moyen Ȃge</em> (Giuliano Pinto)</p>
<p><em>Le subordinazioni delle città comunali a poteri maggiori in Italia, dagli inizi del secolo XIV all’ancien régime. Risultati scientifici della ricerca</em>, a cura di Miriam Davide (Gian Paolo G. Scharf)</p>
<p>Francesco Guidi Bruscoli, <em>Bartolomeo Marchionni “Homen de grossa fazenda” (ca. 1450-1530). Un mercante fiorentino a Lisbona e l’impero portoghese</em> (Hilario Casado Alonso)</p>
<p>Nadia Matringe, <em>La Banque en Renaissance. Les Salviati et la place de Lyon au milieu du XVIe siècle</em> (Sergio Tognetti)</p>
<p>Diego Leoni, <em>La guerra verticale. Uomini, animali e macchine sul fronte di montagna, 1915-1918</em> (Alessandro Pastore)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Notizie</strong></p>
<p>Pseudo Ugo Falcando, <em>De rebus circa Regni Siciliae curiam gestis – Epistola ad Petrum de desolatione Siciliae</em>, ed. critica, traduzione e commento di Edoardo D’Angelo</p>
<p><em>Il cammino delle idee dal Medioevo all’antico regime. Diritto e cultura nell’esperienza europea</em>, in <em>Honos alit artes. Studi per il settantesimo compleanno di Mario Ascheri</em>, volume III, a cura di P. Maffei e G. M. Varanini</p>
<p><em>Ricordando Alberto Boscolo. Bilanci e prospettive storiografiche</em>, a cura di Maria Giuseppina Meloni, Anna Maria Oliva, Olivetta Schena</p>
<p>Emilio Giazzi, <em>Cultura e liturgia a Cremona tra Medioevo e Umanesimo. I frammenti del Fondo</em><em> </em>Notarile <em>dell’Archivio di Stato</em></p>
<p><em>Autographa. I.2. Giuristi, giudici e notai (secc. XII-XV)</em>, a cura di Giovanna Murano</p>
<p><em>Els catalans a la Meditarrània medieval.</em><em> </em><em>Noves fonts, recerques i perspectives</em>, a cura di Lluís Cifuentes i Comamala, Roser Salicrú i Lluch e M. Mercè Viladrich i Grau</p>
<p>Paul Bertrand, <em>Les écritures ordinaires. Sociologie d’un temps de révolution documentaire (entre royaume de France et empire, 1250-1350)</em></p>
<p><em>Frontières des savoirs en Italie à l’époque des premières universités (XIIIe-XVe siècle),</em><em> </em>a cura di Joël Chandelier e Aurélien Robert</p>
<p><em>De l’ambassadeur. Les écrits relatifs a l’ambassadeur et à l’art de négocier du Moyen Âge au début du XIXe siècle</em>, a cura di Stefano Andreatta, Stéphane Péquignot e Jean-Claude Waquet</p>
<p><em>Europe’s Rich Fabric.</em><em> </em><em>The Consumption, Commercialisation and Production of Luxury Textiles in Italy, the Low Countries and Neighbouring Territories (Fourteenth-Sixteenth Centuries</em>, a cura di Bart Lambert e Katherine Anne Wilson</p>
<p>Giorgio Chittolini, <em>L’Italia delle civitates.</em><em> </em><em>Grandi e piccoli centri fra Medioevo e Rinascimento</em></p>
<p><em>Routiers et mercenaires pendant la guerre de Cent ans. Hommage à Jonathan Sumption</em>, a cura di Guilhem Pépin, Françoise Lainé e Frédéric Boutoulle</p>
<p>Antonella Fiorentino, <em>Il commercio delle pelli lavorate nel basso medioevo. Risultati dall’Archivio Datini di Prato</em></p>
<p>Giacomo Todeschini, <em>La banca e il ghetto. Una storia italiana (secoli XIV-XVI)</em></p>
<p><em>A Corresponding Renaissance. Letters Written by Italian Women, 1375-1650</em>, a cura di Lisa Kaborycha</p>
<p>Giovanni Careri, <em>La torpeur des Ancêtres.</em><em> </em><em>Juifs et chétiens dans la chapelle Sixtine</em></p>
<p><em>Descripcion ou traicte du gouvernement et regime de la cite et seigneurie de Venise.</em><em> </em><em>Venezia vista dalla Francia ai primi del Cinquecento</em>, a cura di Ph. Braunstein, R. C. Mueller</p>
<p>Eugenia Paulicelli, <em>Writing Fashion in Early Modern Italy.</em><em> </em><em>From</em><em> </em>Sprezzatura <em>to Satire</em></p>
<p><em>L’expérience de la différence religieuse dans l’Europe moderne (XVIe-XVIIIe siècles)</em> a cura di Bertrand Forclaz</p>
<p><em>«Década de la Pasión» «Cántico de la Resurrección» de don Juan Coloma, conde de Elda y virrey de Cerdeña.</em><em> </em><em>Añádese en apéndice su poesía profana y el epistolario diplomático con don Juan de Zuñiga</em>, a cura di Pedro M. Cátedra, Javier Burguillo</p>
<p><em>Tramiti. Figure e strumenti della mediazione culturale nella prima età moderna</em>, a cura di Elisa Andretta, Elena Valeri, Maria Antonietta Visceglia, Paola Volpini</p>
<p>Mario Bevilacqua, <em>I progetti per la facciata di Santa Maria del Fiore (1585-1645). Architettura a Firenze tra Rinascimento e Barocco</em></p>
<p>Thomas F. Mayer, <em>The Roman Inquisition. Trying Galileo</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Archivio Storico Italiano – ISSN 0391-7770</strong></p>
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		<title>2016 fascicolo III</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2016 19:26:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dsptasicescc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anno 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Memorie</p> <p>Maddalena Moglia, Pacificare per governare. La signoria di Giberto da Gente su Parma (1253-1259)</p> <p>L’intervento intende mettere in luce alcuni aspetti della signoria cittadina di Giberto da Gente su Parma negli anni 1253-1259. Muovendo dall’analisi della pacificazione tra le fazioni del 1253, punto di partenza della dominazione del da Gente, si cercherà di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5><span id="more-1328"></span></h5>
<p><strong><span style="color: #000000;">Memorie</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Maddalena Moglia, </span><em><span style="color: #000000;">Pacificare per governare. La signoria di Giberto da Gente su Parma (1253-1259)</span></em></p>
<blockquote><p>L’intervento intende mettere in luce alcuni aspetti della signoria cittadina di Giberto da Gente su Parma negli anni 1253-1259. Muovendo dall’analisi della pacificazione tra le fazioni del 1253, punto di partenza della dominazione del da Gente, si cercherà di comprendere in che modo l’azione di pace fu utilizzata dal primo signore di Parma per arrivare ai vertici del comune e per governare la città. Se la signoria di Giberto da Gente è stata finora messa in relazione alla politica del Popolo, la rilettura della documentazione mette in luce un quadro più complesso: si dimostrerà come a Parma tra la fine dell’esperienza federiciana e l’inizio di quella angioina tanto il Popolo quanto le <em>partes</em> concepirono la signoria come uno strumento adatto a generare una situazione di equilibrio.</p>
<p>This article focuses on some aspects of the Signoria of Giberto da Gente in Parma between 1253 and 1259. The first part of the article is dedicated to the analysis of conflicts and pacification in Parma in 1253. Giberto infact gained his political power thanks to his activity of peace keeping of rival factions. Since long time the Signoria and the Popolo have been related, but the documents show a complex framework. In the second part will be showed how during this period factions and Popolo had accorded political powers to Giberto because he was considered capable of generating a balance of power.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Rosita Bellometti, Enrica Salvatori, </span><em><span style="color: #000000;">Carta senza parole. Usi non scrittori della carta nell’Italia medievale</span></em></p>
<blockquote><p>Il contributo presenta una riflessione sull&#8217;impiego della materia cartaria, dalla pasta al foglio da scrittura. Un mezzo dal carattere effimero, ma pervasivo e duttile, impiegato per usi svariati, in grado di rispondere alla domanda di oggetti di devozione e di festa. Quello che ci rimane, in molti casi, sono quindi una serie di tracce e di lasciti materiali molto difficilmente comparabili ma che da un lato meritano studi approfonditi e settoriali e dall’altro, presi nel loro insieme, offrono una prospettiva ancora inconsueta sul tardo medioevo italiano e permettono di rivalutare la carta come mezzo espressivo nel quadro delle materie plastiche.</p>
<p>This paper presents an investigation and a reasoning on the use of “paper” as material, from the dough to the writing sheet. An  ephemeral material, the paper, but pervasive and malleable, used for a variety of purposes, suitable to answer to the demand for devotional objects or tools for  public ceremonies. What we have, in many cases, are objects very difficult to compare but worthy to be studied since they are suitable to provide an unusual perspective on Italian Late Middle Ages and early Renaissance to revalue the paper as a powerful mean of expression.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"> </span>Enrico Valseriati, <em>Cultura e politica a Brescia nella prima età moderna. Il ruolo delle </em>laudes urbium</p>
<blockquote><p>Il contributo si propone di analizzare alcuni aspetti della vita civile di Brescia nella prima età veneziana, con particolare riferimento alle <em>laudes urbium </em>scritte nella fase di maggior sviluppo del pensiero umanistico locale. Nello specifico vengono prese in esame le lodi di Brescia scritte da letterati quali Ubertino Posculo, Paolo Attavanti, Marino Becichemo, Taddeo Solazio e Ottaviano Corsini, dalle cui pagine emerge soprattutto un elogio incondizionato nei confronti della giustizia e della retorica, quali elementi imprescindibili per la costruzione della vita politica cittadina dopo l’annessione alla Repubblica di Venezia nel 1426.</p>
<p>The aim of this paper is to analyze some aspects of Brescia’s civic life during the first Venetian age, with particular reference to the laudes urbium written in the period of maximum development of the local humanistic thought. Specifically, are examined the laudationes of Brescia composed by humanists such as Ubertino Posculo, Paolo Attavanti, MarinoBecichemo, Taddeo Solazio and Ottaviano Corsini, from whose pages emerges, above all, an unconditional praise of justice and rhetoric, as necessary elements for the construction of the city&#8217;s political life after the annexation to the Republic of Venice in 1426.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><em></em><strong><span style="color: #000000;">Documenti</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Ruggero Sciuto, </span><em><span style="color: #000000;">The Correspondence of André Morellet: Seven Unpublished Letters to Luigi Lorenzi (1758-1765)</span></em></p>
<blockquote><p>Per quanto poco noto, André Morellet, economista e collaboratore dell&#8217;<em>Encyclopédie, </em>merita senz&#8217;altro di essere annoverato tra i protagonisti della vita culturale della Francia del Settecento. Le sette lettere oggetto del presente articolo forniscono informazioni interessanti sugli albori della sua carriera intellettuale e sui rapporti che egli intrattenne con la cultura italiana. Esse fanno inoltre luce su una figura, quella di Luigi Lorenzi, la cui importanza nel contesto delle relazioni diplomatico-culturali tra Francia ed Italia nel Settecento è stata solo recentemente rivalutata dalla critica.</p>
<p>Economist and collaborator on the <em>Encyclopédie</em>, André Morellet absolutely deserves a mention amongst the protagonists of eighteenth-century France&#8217;s cultural life. The seven letters below provide insights into Morellet’s early years, as well as his relationship with the Italian intellectual élite. They also cast light on the diplomat Luigi Lorenzi, who emerges as a leading figure in the mid-eighteenth-century Franco-Italian political and cultural relations.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Discussioni</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Duccio Balestracci, </span><em><span style="color: #000000;">Intorno al volume di Gian</span><span style="color: #000000;">carlo Schizzerotto</span></em><span style="color: #000000;"><em>,</em> Sberleffi di campanile</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Recensioni</span></strong></p>
<p><em><span style="color: #000000;">Gli italiani e la Terrasanta</span></em><span style="color: #000000;">, a cura di Antonio Musarra (Maria Luisa Ceccarelli Lemut)</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Mauro Tagliabue, </span><em><span style="color: #000000;">San Giovanni Battista del Venda (Padova). Un secolo di storia monastica (1350-1450) tra albi e olivetani </span></em><span style="color: #000000;">(Gian Paolo G. Scharf)</span></p>
<p><em><span style="color: #000000;">The Medici. Citizens and Masters</span></em><span style="color: #000000;">, a cura di Robert Black, John E. Law (Isabella Lazzarini)</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Silvia A. Conca Messina, </span><em><span style="color: #000000;">Profitti del potere. Stato ed economia nell’Europa moderna </span></em><span style="color: #000000;">(Sergio Tognetti)</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Riccardo Sacchettini, </span><em><span style="color: #000000;">L’Archivio della Famiglia Pepi. Introduzione-Inventario </span></em><span style="color: #000000;">(Elisabetta Insabato)</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Guido Chigi Saracini, </span><em><span style="color: #000000;">Alla Grande Guerra in automobile. Diario e fotografie 1915-1916</span></em><span style="color: #000000;">, a cura di Giuliano Catoni e Paolo Leoncini, postfazione di Stefano Pivato (Roberto Barzanti)</span></p>
<p><em><span style="color: #000000;">La vittoria senza pace. Le occupazioni militari italiane alla fine della Grande Guerra </span></em><span style="color: #000000;">(Jacopo Tisato)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Notizie</span></strong></p>
<p>Alessio Rotellini, <em>Aristocrazia e potere nell’Abruzzo interno medievale</em></p>
<p><em>Gli Estensi nell’Europa medievale: potere, cultura, società</em>, a cura di Claudia Bertazzo e Francesco Tognana</p>
<p><em>Comunicare nel Medioevo. La conoscenza e l’uso delle lingue nei secoli XII-XV. Atti del Convegno (Ascoli Piceno, Palazzo dei Capitani, 28-30 novembre 2013)</em></p>
<p><em>La formazione del diritto comune. Giuristi e diritti in Europa (secoli XII-XVIII)</em>, in Honos alit artes. <em>Studi per il settantesimo compleanno di Mario Ascheri</em>, vol. I., a cura di P. Maffei e G.M. Varanini</p>
<p><em>La prassi del giurisdizionalismo negli Stati italiani. Premesse, ricerche, discussioni</em>, a cura di Daniele Edigati e Lorenzo Tanzini</p>
<p><em>Lo Statuto di San Gimignano del 1255</em>, a cura di Silvia Diacciati e Lorenzo Tanzini</p>
<p>Alessandro Dani, <em>Gli Statuti dei Comuni della Repubblica di Siena (secoli XIII- XV). Profilo di una cultura comunitaria</em></p>
<p>Maria Paola Zanoboni, <em>Donne al lavoro nell’Italia e nell’Europa medievali (secoli XIII-XV)</em></p>
<p><em>Gli universi particolari. Città e territori dal medioevo all’età moderna </em>in Honos alit artes.<em> Studi per il settantesimo compleanno di Mario Ascheri</em>, volume II, a cura di P. Maffei e G.M. Varanini</p>
<p><em>Le commissioni ducali ai rettori d’Istria e Dalmazia (1289-1361)</em>, a cura di Alessandra Rizzi</p>
<p>Julian Gardner, <em>Giotto e i francescani. Tre paradigmi di committenza</em></p>
<p><em>Catherine of Siena: the creation of a cult</em>, a cura di Jeffrey F. Hamburger, Gabriela Signori</p>
<p>Ann Crabb, <em>The Merchant of Prato’s wife. Margherita Datini &amp; Her World, 1360-1423</em></p>
<p><em>Il carteggio della Signoria fiorentina all’epoca del cancellierato di Carlo Marsuppini (1444-1453)</em>. Inventario e regesti a cura di Raffaella Maria Zaccaria</p>
<p>Antonio Capucci, <em>Vita di Niccolò Vitelli Tifernate: dal ms. </em><em>Vaticano latino 2949</em>, a cura di Pierluigi Licciardello</p>
<p><em>The Saint Between Manuscript and Print: Italy 1400-1600</em>, a cura di Alison K. Frazier</p>
<p>Douglas Biow, <em>On the Importance of Being an Individual in Renaissance Italy. </em><em>Men, their Professions, and their Beards</em></p>
<p><em>Giorgio Vasari. La casa, le carte, il teatro della memoria</em>, a cura di Silvia Baggio, Paola Benigni, Diana Toccafondi</p>
<p>Nicholas Terpstra, <em>Religious Refugees in the Early Modern World. An Alternative History of the Reformation</em></p>
<p>Peter N. Miller, <em>Peiresc’s Mediterranean World</em>, p. 596; Romain H. Rainero, <em>Il Mediterraneo e l’Italia nell’Ottocento nelle opere di Jacopo Graberg di Hemsö (1776-1847)</em></p>
<p>Valeria Deplano, <em>L’Africa in casa. Propaganda e cultura coloniale nell’Italia fascista</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Archivio Storico Italiano – ISSN 0391-7770</strong></p>
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		<title>2016 fascicolo II</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2016 08:41:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ <p>Memorie</p> <p>Vieri Mazzoni, Regimi mono e bipartitici, parti, fazioni, compagnie e società nello stato territoriale fiorentino fra Trecento e Quattrocento</p> <p>Dall&#8217;inizio del Duecento e sino alla metà del Quattrocento Firenze e la Toscana furono un terreno fertilissimo per lo sviluppo delle fazioni: l&#8217;articolo indaga varie tipologie di queste formazioni politiche, come i guelfi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5><span id="more-1303"></span></h5>
<p><strong>Memorie</strong></p>
<p>Vieri Mazzoni, <em>Regimi mono e bipartitici, parti, fazioni, compagnie e società nello stato territoriale fiorentino fra Trecento e Quattrocento</em></p>
<blockquote><p>Dall&#8217;inizio del Duecento e sino alla metà del Quattrocento Firenze e la Toscana furono un terreno fertilissimo per lo sviluppo delle fazioni: l&#8217;articolo indaga varie tipologie di queste formazioni politiche, come i guelfi e i ghibellini, diffusi in tutti i comuni italiani, i bianchi e i neri, presenti solo in alcune grandi città, le fazioni locali a guida familiare, strumentalizzate da Firenze per controllare le loro comunità, sino alle compagnie e società intitolate a santi, create da Firenze per pacificare città e castelli del suo territorio particolarmente turbolenti.</p>
<p>From the beginning of the Thirteenth to the mid of the Fifteenth centuries Florence and Tuscany were fertile soil for the outbreak of factions. This essays analyzes various specimen of these political parties &#8211; such as Guelphs and Ghibellines, developed and spread to all the Italian communes; Bianchi and the Neri, which took root in some large cities; local factions run by family leaders that Florence exploited to control those communities, as well as religious companies and fraternities named after saints, that Florence created to pacify towns and castles in particular troublesome areas of its own territory.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anna Nicolò &#8211; Domenico Pace, <em>Tra formazione e arruolamento: alunnato e volontariato nelle biblioteche governative dall’Unità alla fine del XIX secolo</em></p>
<blockquote><p>L&#8217;articolo analizza le modalità di immissione del personale negli organici delle biblioteche governative tra gli anni immediatamente successivi all’Unità d’Italia e i primi del nuovo secolo. Con il supporto della documentazione d’archivio della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e seguendo il tracciato, non sempre lineare, della legislazione postunitaria, il testo si sofferma in particolar modo sulla progressiva definizione di percorsi di formazione e accesso, oscillanti tra il principio del concorso pubblico e la prassi della formazione sul campo.</p>
<p>In this article, the procedures of inclusion in the permanent staff of the personnel of state libraries in the years between the achievement of Italian National Unity and the beginning of the 20th century are analyzed by means of a survey of the archival documents of the National Central Library of Florence. Inclusion policies wavered between field training and competitive state examinations, which were the result of a long process of legislation aiming at the definition of formative pathways and ways to admission which could be suitable to an increased professionalization of the librarian class of the country</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Federico Mazzei, <em>La politica ecclesiastica italiana dal diritto alla storiografia: Stefano Jacini e Arturo Carlo Jemolo</em></p>
<blockquote><p>Stefano Jacini, storico del Risorgimento e cattolico antifascista, e il giurista Arturo Carlo Jemolo sono stati due epigoni del cattolicesimo liberale nell’Italia del Novecento. Entrambi studiosi della politica ecclesiastica italiana, le loro opere degli anni Trenta e Quaranta superarono l’approccio puramente giuridico in favore di quello etico-religioso di ispirazione crociana. Il saggio ricostruisce le origini di questa tradizione storiografica attraverso il dialogo intellettuale ed epistolare che culminò nel volume di Jacini del 1938 sulla Crisi religiosa del Risorgimento.</p>
<p>Stefano Jacini, historian of the Risorgimento and catholic antifascist, and the jurist Arturo Carlo Jemolo were two descendants of the liberal Catholicism in Italy during the XX Century. By studying the Italian ecclesiastical politics, their works of the Thirties and Forties went beyond the merely legal approach and used the ethical-religious one, inspired by Croce. The essay reconstructs the origins of this historiographical tradition through the intellectual and epistolary dialogue between Jacini and Jemolo, which culminated in Jacini’s volume of 1938 on the Crisi religiosa del Risorgimento.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Documenti</strong></p>
<p>Lorenz Böninger, <em>Brunelleschi, Donatello e la Mercanzia</em></p>
<blockquote><p>Non si trovano conferme documentarie della famosa novella del Grasso legnaiuolo nel fondo archivistico della Mercanzia per gli anni del 1409 e 1410. Sia Filippo che anche suo fratello Tommaso di ser Brunellesco furono tuttavia tra i petenti del tribunale in questi anni; Filippo Brunelleschi nel 1412 fece addirittura incarcerare suo compagno, lo scultore Donatello, per un debito di cinquanta fiorini.</p>
<p>No documentary evidence can be found in the vast archives of the Florentine Mercanzia in support of the famous story of the Fat Woodcarver, set in the years 1409 or 1410. Both Filippo Brunelleschi and his brother Tommaso were however among the court’s petitioners in these years; in 1412 Filippo even imprisoned his business partner, the sculptor Donatello, for a debt of fifty florins.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Discussioni</strong></p>
<p>Remo L. Guidi, <em>Bartolomeo Platina, ovvero un umanista in cucina</em></p>
<blockquote><p>Il De honesta voluptate et valitudine è un prodotto minore della letteratura umanistica, alla quale si presta pochissima attenzione con il risultato di privarci di una serie notevole di riscontri e informazioni, per meglio lumeggiare i problemi e vicende più generali del Quattrocento. Questo libro, che in sostanza è un ricettario da cucina, dichiara fin nel titolo di rivendicare all’uomo il diritto di perseguire il piacere, ponendosi, dunque, in palese contrasto con le teorie ascetiche del radicalismo voluto dai maestri di spirito, con i quali Platina polemizza velatamente nella dedica al cardinale Bartolomeo Roverella. Sotto questo aspetto, allora, il libro si affianca alle opere più classiche dell’Umanesimo volte a imporre una riconsiderazione dell’uomo e delle sue scelte, in un orizzonte che non vuole negare il trascendente, ma non vuole nemmeno permettere che la terra debba essere una plaga dove, di necessità, le persone debbano piangere e soffrire in nome di una divinità che li ha creati, ma che vuole farli vivere senza piaceri e, dunque, senza gioia.</p>
<p>Platina&#8217;s De honesta voluptate et valitudine is a minor humanistic text that has attracted relatively little attention, with the result that we have not profited from the light the details it provides and questions it raises throw on various issues and episodes in the Quattrocento . Beginning with its very title, this book, which is in essence a cookbook, sets out to defend the right men have to pursue pleasure. It is therefore in open conflict with the radical ascetic theories proposed by the spiritual leaders whom Platina implicitly attacks in his preface to Cardinal Bartolomeo Roverella. From this perspective, then, the book should be placed alongside those classic works of Italian humanism that sought to bring about a reconsideration of man and his choices in an horizon that wished not to deny transcendence, but at the same time refused to let the earth be a place where people must of necessity weep and suffer in the name of a divinity that had created them and wanted them to live without pleasures and, therefore, without joy.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Andrea Frangioni, <em>Intorno a due volumi chabodiani</em></p>
<blockquote><p>Il saggio discute i due volumi recentemente pubblicati su Federico Chabod, la biografia Federico Chabod. Lo storico, il politico, l&#8217;alpinista di Antonella Dallou (Aosta, Le Chateau 2014) e la selezione dei carteggi Caro Chabod. La storia, la politica, gli affetti, a cura di M. Angelini e D. Grippa (Roma, Carocci 2014). In particolare, viene evidenziata, da un lato, l&#8217;attenzione dei due volumi ad alcuni aspetti della biografia dello storico (il rapporto con Gobetti, quello con il fascismo, la partecipazione alla Resistenza, il ruolo come organizzatore degli studi storici); dall&#8217;altro lato viene rilevata l&#8217;esigenza di una maggiore interlocuzione con l&#8217;opera di Chabod con riferimento alla quale risultano meritevoli di maggiori approfondimenti il processo di elaborazione della Storia della politica estera italiana dal 1870 al 1896. Le Premesse e le vicende del corso milanese del 1943-1944 su L&#8217;idea di Europa.</p>
<p>The essay concerns two recents books about the italian historian Federico Chabod (1901-1960), the biography Federico Chabod. Lo storico, il politico, l&#8217;alpinista by Antonella Dallou (Aosta, Le Chateau 2014) and the selection of his letters Caro Chabod. La storia, la politica, gli affetti, ed. M. Angelini &amp; D. Grippa (Roma, Carocci 2014). The essay underlines how the two books focus on specific aspects of Chabod&#8217;s life (the relationship with Gobetti; his attitude towards fascism; his role in the Resistenza and his role in historical studies organization). On the other hand, the essay describes the need of more investigations about the elaboration by Chabod of his masterpiece Storia della politica estera italiana dal 1870 al 1896. Le Premesse and about his University of Milan lectures on L&#8217;idea di Europa in 1943-&#8217;44.&#8221;</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Recensioni</strong></p>
<p>Amedeo Feniello, <em>Napoli 1343. Le origini medievali di un sistema criminale</em> (Sergio Tognetti)</p>
<p>Ermanno Orlando, <em>Migrazioni mediterranee. Migranti, minoranze e matrimoni a Venezia nel basso medioevo</em> (Giuliano Pinto)</p>
<p><em>Archivi e archivisti in Italia tra medioevo ed età moderna</em>, a cura di Filippo de Vivo, Andrea Guidi, Alessandro Silvestri (Isabella Lazzarini)</p>
<p><em>Come a Gerusalemme. Evocazioni, riproduzioni, imitazioni dei luoghi santi tra Medioevo ed Età Moderna</em>, a cura di Anna Benvenuti e Pierantonio Piatti (Gian Paolo G. Scharf)</p>
<p>Ada Palmer, <em>Reading Lucretius in the Renaissance</em> (Fulvio Delle Donne)</p>
<p>Francesco Surdich, <em>Verso i mari del Sud. L’esplorazione del Pacifico centrale e meridionale da Magellano a Malaspina</em> (Michele Castelnovi)</p>
<p>Alessandra Dattero, <em>Soldati a Milano. Organizzazione militare e società lombarda nella prima dominazione austriaca</em> (Andrea Tanganelli)</p>
<p>Duccio Balestracci, <em>Medioevo e Risorgimento. L’invenzione dell’identità italiana nell’Ottocento</em> (Ilaria Porciani)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Notizie</strong></p>
<p><em>Interscambi socio-culturali ed economici fra le città marinare d’Italia e l’Occidente dagli osservatorî mediterranei</em>, a cura di Bruno Figliuolo e Pinuccia F. Simbula</p>
<p><em>Union in Separation. </em><em>Diasporic Groups and Identities in the Eastern Mediterranean (1100-1800)</em>, a cura di G. Christ, F.-J. Morche, R. Zaugg, W. Kaiser, S. Burkhardt, A.D. Belhammer</p>
<p><em>Villes portuaires de Méditerranée occidentale au Moyen Âge. Îles et continents, XIIe-XVe siècles</em>, a cura di Jean-André Cancellieri et Vannina Marchi van Cauwelaert</p>
<p><em>Cittadinanza e mestieri. </em><em>Radicamento urbano e integrazione nelle città bassomedievali (secc. XIII-XVI)</em>, a cura di Beatrice Del Bo</p>
<p><em>Bündner Urkundenbuch 1370-1385</em>, vol. VII, a cura di Lothar Deplazes, Immacolata Saulle Hippenmeyer, Josef Hackermann</p>
<p>Mafalda Toniazzi, <em>I Da Camerino: una famiglia ebraica italiana fra Trecento e Cinquecento</em></p>
<p>Petra Pertici, <em>La trama della storia. Potere, prestigio e pietà a Siena nel Pellegrinaio del Santa Maria della Scala</em></p>
<p><em>Dictionnaire de l’Empire Ottoman</em>, a cura di François Georgeon, Nicolas Vatin et Gilles Veinstein</p>
<p>Fabrizio Fiaschi, <em>Il paesaggio di carta. Figline Valdarno nelle piante dei secoli XVI e XVII</em></p>
<p>Giovanna Tonelli, <em>Investire con profitto e stile. Strategie imprenditoriali e familiari a Milano tra Sei e Settecento</em></p>
<p>Giampaolo Salice, <em>Colonizzazione sabauda e diaspora greca</em></p>
<p>Francesco Benigno, <em>La mala setta. Alle origini di mafia e camorra 1859-1878</em></p>
<p><em>Vincenzo Riccio. Il diario di un ministro nel primo periodo della Grande Guerra</em>, a cura di Antonio Fiore</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong style="color: #000000; font-family: tahoma, arial, sans-serif; font-size: 12.8px; text-align: center; background-color: #ffffff;">Archivio Storico Italiano – ISSN 0391-7770</strong></p>
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		<title>2016 fascicolo I</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2016 08:31:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dsptasicescc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anno 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Memorie</p> <p>Ivan Armenteros-Martínez, Los orígenes de un nuevo modelo: cómo la llegada del Islam transformó las prácticas esclavistas en la Europa de los siglos VIII-XIII</p> <p>Obiettivo di questo lavoro è mostrare le trasformazioni provocate dall’irruzione dell’Islam nel modello di schiavitù tardoantica e altomedievale. La diffusione dell’Islam infatti modificò le relazioni mediterranee che avevano caratterizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5><span id="more-1291"></span></h5>
<p><strong>Memorie</strong></p>
<p>Ivan Armenteros-Martínez, <em>Los orígenes de un nuevo modelo: cómo la llegada del Islam transformó las prácticas esclavistas en la Europa de los siglos VIII-XIII</em></p>
<blockquote><p>Obiettivo di questo lavoro è mostrare le trasformazioni provocate dall’irruzione dell’Islam nel modello di schiavitù tardoantica e altomedievale. La diffusione dell’Islam infatti modificò le relazioni mediterranee che avevano caratterizzato il mercato degli schiavi nell’Europa occidentale. Durante questo processo, che si svolge a partire dall’VIII per culminare nel XIII secolo, ma con conseguenze fondamenteli per gli sviluppi successivi nel Mediterraneo e nell’Atlantico coloniale, le strutture della schiavitù classica furono adattate e reinterpretate in un nuovo contesto nel quale il musulmano finì per diventare sinonimo di schiavo.</p>
<p>The aim of this paper is to show the changes that the emergence of Islam caused in the Late Antiquity and Early Medieval model of slavery. The arrival of Muslims changed the slave relationships developed in Western Europe up to that time. During this process, which started in the mid-eighth century and culminated in the early thirteenth century, and that was essential for the further development of the institution both in Late Medieval and Modern Mediterranean and the colonial Atlantic scenarios, the structures of classical slavery were adapted and reinterpreted in a new context in which Muslims were identified as the paradigm of an enslaved person.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vincenzo D’Alessandro, <em>Società e potere nella Sicilia medievale. Un profilo</em></p>
<blockquote><p>Il saggio delinea una rapida rivisitazione della storia siciliana dal XII al XVI secolo della tradizione storiografica, della strutturazione ed evoluzione della società e dei ceti di potere, attraverso la partecipazione degli immigrati, esuli o fuorusciti o mercanti, specie dalla penisola, radicati in Sicilia in quei secoli, e, quindi, della evoluzione degli assetti istituzionali e delle vicende economiche.</p>
<p>The essay is a rapid reassessment of Sicilian history from the 12<sup>th</sup> to the 16<sup>th</sup>, concerning the structures and evolution of the society and the upper classes, the involvement of the immigrants, exiled/expatriated or merchants, especially from the Peninsula, settled-down in Sicily in those centuries, and, therefore, of the evolution of the institutional orders and the economic events.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Luca Lo Basso, <em>Il finanziamento dell’armamento marittimo tra società e istituzioni: il caso ligure (secc. XVII-XVIII)</em></p>
<blockquote><p>A partire dall&#8217;età classica il metodo più esteso per investire nel commercio fu il prestito marittimo, denominato, in epoca medievale e moderna, mutuo o cambio. Tale investimento, largamente adoperato sia in area mediterranea, sia in area nordica, per semplicità ed efficacia, si diffuse in tutti gli strati sociali. In questo contesto il caso ligure si presta come paradigma per meglio comprendere l&#8217;ampiezza e l&#8217;importanza del fenomeno tra il XVII ed il XVIII secolo, alla luce di una corposa documentazione archivistica sia di matrice pubblica, sia di matrice privata.</p>
<p>Starting from the Classical age, the maritime loan &#8211; called bottomry since the Medieval period &#8211; has been the most common way to invest in trading. This kind of investment, widely used both in the Mediterranean and the Nordic areas due to its simplicity and efficacy, spread over all social strata. In this context, the Ligurian case becomes useful as a paradigm in order to better understand the extent and the significance of this phenomenon between the XVIIth and the XVIIIth century,  observed through a rich archival documentation of both public and private origin.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nina Knieling, Pro captu lectoris habent sua fata libelli. <em>Collezionismo librario e diffusione delle idee illuminate alla corte </em><em>di Pietro Leopoldo</em></p>
<blockquote><p>La biblioteca privata dei Granduchi Pietro Leopoldo e Maria Luisa a Firenze da un esempio straordinario di collezioni di un sovrano bibliofilo e la sua famiglia nella seconda meta del settecento oggi quasi integralmente conservati nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Attraverso la ricostruzione della genesi della biblioteca diventa possibile rintracciare dettagliatamente i modi di acquisizione sul mercato librario al livello europeo e il transfert culturale delle idee illuminate prevalentemente francesi. Inoltre le fonti archivistiche e librarie visualizzano la funzione e l’uso della biblioteca come strumento di lavoro e luogo del sapere settecentesco e sottolineano il ruolo particolare della biblioteca per l’educazione degli arciduchini alla reggia di Pitti.</p>
<p>The private library of the Grand Dukes Pietro Leopoldo and Maria Luisa in Florence is considered a prime example of collections of a bibliophile sovereign and his family in the second half of the 18<sup>th</sup> century, which today is largely conserved in its original form in the Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. The reconstruction of the collection development allows us to recognize accurately the strategies for acquisitions on the European book market as well as the cultural transfer of enlightened ideas particularly from France. Archival and library sources visualize the function and use of the library as the sovereigns’ reference collection as well as a place of 18th century knowledge, and demonstrate the importance of the library for the education of the Grand Dukes’ children at the residence Palazzo Pitti in Florence.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Discussioni</strong></p>
<p>Renzo Sabbatini, <em>La storia è sempre in costruzione: a proposito di </em>Writing History in the Global Era<em> di Lynn Hunt</em></p>
<blockquote><p>The most recent contribution by the paladin of cultural history Lynn Hunt, Writing History in the Global Era, offers us many interesting points and occasions of rethinking, even critical ones but always very stimulating. Author’s argumentative line is divided into four chapters: The rise and fall of cultural theories; The challenge of globalization; Rethinking society and the self; New purposes, new paradigms. They are usefully themes to be discussed by the Italian historiography too, because – as Lynn Hunt concludes – «history is always under construction».</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Recensioni</strong></p>
<p>Mario Marrocchi, <em>Monaci scrittori. San Salvatore al monte Amiata tra Impero e Papato (secoli VIII-XIII)</em> (Enrico Faini)</p>
<p>Joana Barreto, <em>La Majesté en images. Portraits du pouvoir dans la Naples des Aragon</em> (Fulvio delle Donne)</p>
<p>Fabien Levy, <em>La monarchie et la commune. Les relations entre Gênes et la France, 1396-1512</em> (Enrico Basso)</p>
<p>Federica Ambrosini, <em>Una gentildonna davanti al Sant’Uffizio. Il processo per eresia a Isabella della Frattina, 1568-1570</em> (Matteo Duni)</p>
<p>Marina Caffiero, <em>Storia degli ebrei nell’Italia moderna. Dal Rinascimento alla Restaurazione</em> (Samantha Maruzzella)</p>
<p>Giuseppe Caridi, <em>Un grande re riformatore a Napoli e in Spagna</em> (Francesco Paolo Tocco)</p>
<p>Daniele Di Bartolomeo, <em>Nelle vesti di Clio. L’uso politico della storia nella Rivoluzione francese (1787-1799)</em> (Beatrice Donati)</p>
<p>Gian Enrico Rusconi, <em>Marlene e Leni. Seduzione, cinema e politica</em> (Jacopo Tisato)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Notizie</strong></p>
<p>Michael Mitterauer – John Morrissey, <em>Pisa nel Medioevo. Potenza sul mare e motore di cultura</em></p>
<p><em></em>Lorenzo Tanzini, <em>A consiglio. La vita politica dell’Italia dei comuni</em></p>
<p>Laura Balletto, <em>Notai genovesi in Oltremare. Atti rogati a Chio nel XIV secolo dal notaio Raffaele </em>de Casanova</p>
<p><em>Estados y mercados financieros en el Occidente cristiano (siglos XIII-XVI)</em></p>
<p>Giuseppe Praga, <em>Scritti sulla Dalmazia</em></p>
<p>Maria Paola Zanoboni, <em>Scioperi e rivolte nel Medioevo. Le città italiane ed europee nei secoli XIII-XV</em></p>
<p><em>Il Tristano Corsiniano</em>, a cura di Gloria Allaire</p>
<p>Christophe Masson, <em>Des guerres en Italie avant les Guerres d’Italie. </em><em>Les entreprises militaires françaises dans la Péninsule à l’époque du Grand Schisme d’Occident</em></p>
<p>Stefanie Solum, <em>Women, Patronage, and Salvation in Renaissance Florence. </em><em>Lucrezia Tornabuoni and the Chapel of the Medici Palace</em></p>
<p><em>Hacienda, mercado y poder al norte de la Corona de Castilla en el tránsito del medioevo a la modernidad</em>, a cura di Ernesto García Fernández e Juan A. Bonachía Hernardo</p>
<p><em>La Misericordia di Rapolano. La storia, l’oratorio e altro</em>, a cura di Doriano Mazzini</p>
<p><em>La Serenissima a Cipro. Incontri di culture nel Cinquecento</em>, a cura di Skoufari Evangelia</p>
<p><em>Oltre la sfera pubblica. Lo spazio della politica nell’Europa moderna</em>, a cura di Massimo Rospocher</p>
<p>Meredith K. Ray, <em>Daughters of Alchemy. </em><em>Women and Scientific Culture in Early Modern Italy</em></p>
<p><em>Supernatural and Secular Power in Early Modern England</em>, a cura di Marcus Harmes and Victoria Bladen</p>
<p>Angela Barreto Xavier – Ines G. Zupanov, <em>Catholic Orientalism, Portuguese Empire Empire, Indian Knowledge (16<sub>th</sub>-18<sub>th</sub> Century)</em></p>
<p><em>Everyday Magic in Early Modern Europe</em>, a cura di Kathryn A. Edwards</p>
<p>Paola Avallone, <em>Alle origini del credito agrario. </em><em>I monti frumentari nel Regno di Napoli e le riforme di fine ’700</em></p>
<p>Stefano Mangullo, <em>Dal fascio allo Scudo crociato. Cassa del mezzogiorno, politica e lotte sociali nell’agro pontino (1944-1961)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><em></em><strong>Archivio Storico Italiano – ISSN 0391-7770</strong></p>
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