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	<title>Archivio Storico Italiano &#187; Anno 2017</title>
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	<description>Deputazione di storia patria per la Toscana</description>
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		<title>2017 fascicolo IV</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Dec 2017 19:54:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dsptasicescc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anno 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Memorie</p> <p>Francesco Bianchi, Il conte palatino Francesco Petrarca e una legittimazione del 1373</p> <p>Nel 1373, un anno prima della morte, Francesco Petrarca fu protagonista di un episodio insolito, perché esercitò per la prima e unica volta le sue prerogative di conte palatino, concedendo la legittimazione di un figlio spurio di origini vicentine e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5><span id="more-1588"></span><strong style="font-size: 13px;"></strong></h5>
<p><strong style="font-size: 13px;">Memorie</strong></p>
<p>Francesco Bianchi,<em> Il conte palatino Francesco Petrarca e una legittimazione del 1373</em></p>
<blockquote><p>Nel 1373, un anno prima della morte, Francesco Petrarca fu protagonista di un episodio insolito, perché esercitò per la prima e unica volta le sue prerogative di conte palatino, concedendo la legittimazione di un figlio spurio di origini vicentine e di padre anonimo, impegnato in una causa presso un tribunale di Padova. Questo saggio indaga le circostanze e i personaggi che appartengono a tale vicenda.</p>
<p>In 1373, one year before his death, Francesco Petrarca was the protagonist of an unusual episode, because he exercised for the first and only time his privileges of count palatine, by granting the legitimacy of a spurious son from the district of Vicenza, who was engaged in a lawsuit in Padua. This essay explores the circumstances and people that belong to such an affair.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Remo L. Guidi, <em>Alberti e i maestri di spirito degli Osservanti su alcune questioni morali</em></p>
<blockquote><p>Siccome Leon Battista Alberti e gli Osservanti si trovarono non di rado a riflettere sugli stessi temi, riconducibili al modo con il quale gli uomini si confrontavano moralmente con il mistero, la sofferenza, la politica, l’economia, e i rapporti con la divinità, è parso opportuno chiedersi se le due parti ebbero dei contatti, delle polemiche, o finsero reciprocamente di ignorarsi; si è ritenuto doveroso, inoltre, risalire alle radici da cui partivano le probabili convergenze, i rifiuti e i contatti non solo per comprendere come e dove i protagonisti si erano formati, ma anche per render conto della autonomia mentale con la quale essi risultavano in grado di rivolgersi ai contemporanei.</p>
<p>Inasmuch as Leon Battista Alberti and the Observants not infrequently found themselves reflecting on the same issues concerning how men morally confront mystery, suffering, politics, economy, and our relationship with the divine, it would seem fair to ask whether the two sides had any contacts and debates or ended up mutually ignoring each other. We are obliged further to investigate the premises from which derive their probable agreements, contradictions, and contacts in order not only to understand how and in what places the protagonists were themselves formed, but also to take into account their self-contained intellectual outlook which justified their capacity to address contemporaries.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Francesco Guidi Bruscoli,<em> Tra commercio e diplomazia: mercanti fiorentini verso l’India alla ricerca di pietre orientali per la Cappella dei Principi di Firenze (1608-11)</em></p>
<blockquote><p>Attorno al 1600 il Granducato di Toscana cercò di inserirsi nelle reti commerciali trans-oceaniche controllate dai grandi Stati nazionali europei. Rientra in questo contesto il tentativo, nel 1608, di inviare quattro uomini in Asia alla ricerca di pietre orientali da utilizzare per le decorazioni della Cappella dei Principi a Firenze. Nonostante l’ottimismo iniziale e un’insistita azione diplomatica, la Corona spagnola non autorizzò la partenza e, dopo mesi di attesa tra Lisbona e Madrid, i fiorentini dovettero tornare in patria senza essere riusciti a compiere la loro missione.</p>
<p>At the turn of the seventeenth century, the Grand Duchy of Tuscany tried to penetrate the trans-oceanic commercial networks controlled by the major European states. In 1608 there was an attempt to send four men to Asia in search of exotic stones to be used for the decorations of the Cappella dei Principi in Florence. Notwithstanding the initial optimism and pressing diplomatic efforts, the Spanish crown did not allow for departure, and after waiting months in the Iberian peninsula the Florentines were left to no avail and had to make their way back home empty handed.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fulvio Conti, <em>Internazionalismo massonico e pacifismo fra Otto e Novecento: origini, sviluppi e crisi</em></p>
<blockquote><p>Fin dalle sue origini la massoneria ebbe nel pacifismo uno dei valori caratterizzanti del suo universo ideale. Verso la fine del XIX secolo le principali massonerie europee (con la significativa eccezione di quella inglese) cercarono di sostenere il movimento per la pace organizzando vari congressi massonici internazionali, il primo dei quali si tenne a Parigi nel 1889. Il congresso di Ginevra del 1902 sancì la nascita del Bureau international des relations maçonniques, che ebbe fra i suoi membri anche alcuni Premi Nobel per la Pace. Le intime contraddizioni del pacifismo massonico emersero con lo scoppio della prima guerra mondiale. Il richiamo al patriottismo e al sentimento legittimista di fedeltà alla nazione fu più forte dell&#8217;idea di fratellanza universale. Tutte le massonerie europee, con poche differenze, si schierarono a favore dell&#8217;intervento in guerra e a difesa degli interessi nazionali dei rispettivi paesi.</p>
<p>Since its origins Freemasonry had in pacifism one of the most distinctive ideals. Towards the end of the nineteenth century the main European Freemasonries (with the notable exception of the English one) tried to support the peace movement by organizing various international Masonic meetings, the first of which was held in Paris in 1889. In 1902 was founded the Bureau international des relations maçonniques, which had among its members even some Nobel Prizes for Peace. The deep contradictions of Masonic pacifism emerged with the outbreak of the First World War, when the reference to patriotism prevailed on the idea of universal brotherhood. All European Freemasonries, with few differences, aligned themselves in favor of the intervention in war and in defense of national interests of their respective countries.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Discussioni</strong></p>
<p>Maria Antonia Paiano, <em>Religione, politica e Grande Guerra. Le consacrazioni al Sacro Cuore durante il primo conflitto mondiale</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Recensioni <a href="http://www.deputazionetoscana.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/recensioni-IV-2017.pdf">[scarica PDF]</a></strong></p>
<p>Klaus Rosen, <em>Attila. Der Schrecken der Welt</em> (Thomas Szabó)</p>
<p>Giuliana Albini, <em>Poveri e povertà nel Medioevo</em> (Marina Gazzini)</p>
<p>Chris Wickham, <em>Sonnambuli verso un nuovo mondo. L’affermazione dei comuni italiani nel XII secolo</em> (Enrico Faini)</p>
<p>John Henderson, <em>L&#8217;ospedale rinascimentale. La cura del corpo e dell&#8217;anima</em> (Lucia Sandri)</p>
<p><em>L’immagine di Alfonso il Magnanimo/La imatge d’Alfons el Magnànim</em>, a cura di Fulvio Delle Donne &#8211; Jaume Torró Torrent (Rosanna Lamboglia)</p>
<p>Lucia Felici, <em>La Riforma protestante nell’Europa del Cinquecento</em> (Ottavia Niccoli)</p>
<p>Jules Michelet, <em>Il Rinascimento</em>, a cura di Leandro Perini (Igor Melani)</p>
<p><em>Arti visive e decorative nella Stazione di Santa Maria Novella a Firenze</em>, a cura di Giovanna Lambroni e Dora Liscia Bemporad (Davide Turrini)</p>
<p>Paola Ventrone, <em>Teatro civile e sacra rappresentazione a Firenze nel Rinascimento </em>(Duccio Balestracci)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Notizie </strong><a href="http://www.deputazionetoscana.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/notizie-IV-2017.pdf" target="_blank"><strong>[scarica PDF]</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"> <strong>Archivio Storico Italiano – ISSN 0391-7770</strong></p>
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		<title>2017 fascicolo III</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Aug 2017 18:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dsptasicescc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anno 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Memorie</p> <p>William R. Day, Jr, Before the Libro della Zecca: money and coinage in Florence in the 12th and 13th centuries</p> <p>This essay examines the development of the petty coinage in Florence and its contado until the beginning of the fourteenth century, when the master register of the Florentine mint effectively begins. The denaro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5><span id="more-1500"></span><strong style="font-size: 13px;"></strong></h5>
<p><strong style="font-size: 13px;">Memorie</strong></p>
<p>William R. Day, Jr, <em>Before the </em>Libro della Zecca<em>: money and coinage in Florence in the 12<sup>th</sup> and 13<sup>th</sup> centuries</em></p>
<blockquote><p>This essay examines the development of the petty coinage in Florence and its contado until the beginning of the fourteenth century, when the master register of the Florentine mint effectively begins. The denaro pisano remained the basis of the Florentine monetary system until 1255/1256, when the mint in Florence, which had been striking fine silver grossi da dodici denari since the 1230s and gold florins since 1252, introduced its own petty coin, the so-called fiorino piccolo. The initial appearance of the fiorino piccolo occurred in the context of the first popular government of Florence, or primo popolo, and fiscal reforms that included a more aggressive taxation regime. It also inaugurated, after a half-century of relative stability, a protracted period of debasement during which the value of the fiorino piccolo progressively slipped by some fifty per cent in terms of silver over about sixty years.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Étienne Hubert, <em>Qui est qui? L’individu inconnu dans la cité médiévale</em></p>
<blockquote><p>Le fonti normative e giudiziarie documentano l’emergere di una nuova figura nella città comunale del XIII secolo. La persona sconosciuta, ignota, viene individualizzata, non tanto quanto persona di origine straniera, ma come antonima della persona conosciuta, nota. L’articolo cerca di definire questa nuova categoria sociologica nel campo giuridico-politico e, illustrando alcune figure di individui sconosciuti, di proporre un interpretazione a questa emersione insolita.</p>
<p>A new character appears in the medieval comune as documented by normative and judiciary sources from XIIIth century. Unknown person is individualized, not as an individual from a foreign origin, but as an antonym of the well-known person. This article try to define this new sociological category in the juridical and political world and, illustrating some figures of unknown individuals, to interpret this social fenomenon.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Federico Cannelloni, <em>Il commercio dell&#8217;allume di Tolfa nei Paesi Bassi borgognoni: monopolio, mercanti e potere (1460-1475)</em></p>
<blockquote><p>In epoca tardomedievale una delle materie prime più commerciate in Europa e nel vicino Oriente era l’allume. Nel 1461, la scoperta di nuovi siti estrattivi a Tolfa, nei territori papali, segnò un punto di svolta fondamentale: il Papa tentò infatti di imporre a tutti gli Stati cristiani l’acquisto esclusivo del proprio allume. Tra il 1471 ed il 1473 nei Paesi Bassi borgognoni si arrivò all&#8217;instaurazione di un monopolio commerciale, per quanto imperfetto. Sulla base di alcuni registri conservati nell’Archivio di Stato di Bruxelles, l’articolo si propone di valutare l&#8217;impatto che tale misura e la successiva liberalizzazione (voluta da Carlo il Temerario nel giugno 1473) ebbero sul mercato del bene, con particolare riguardo per la provenienza sia dell&#8217;allume sia dei mercanti. Relativamente a quest’ultimo punto si noterà come un ristretto gruppo di individui, già coinvolti precedentemente negli scambi e legati tra loro anche da vincoli familiari, riuscì ad garantirsi una consistente fetta del mercato dell’allume dopo la fine del monopolio.</p>
<p>During the late medieval and early modern period, alum was one of the most traded goods between West-Europe and Middle Orient. In 1461 the discovery of alum mines in Tolfa, within the boundaries of the Papal States, marked an important turn point: the Pope tried indeed to maximize his profit forcing a universal monopoly of his product. The needs of the textile industry and some political circumstances made of the Burgundian Low Countries the part of Europe where a monopoly had better chances to success: between 1471 and 1473 it was then officially established by Charles the Bold. Based on some unpublished documents preserved in the State Archives of Brussels this study will try to assess both the real impact of the monopoly and the aftermaths of the ensuing market liberalization in the summer of 1473.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Paolo Calcagno, <em>La pesca ligure in età moderna, tra pratiche degli operatori specializzati e fiscalità applicata dallo Stato</em></p>
<blockquote><p>La pesca rappresentava in epoca preindustriale una delle principali occupazioni delle popolazioni costiere, nell’ambito di un’attività polivalente che era una delle prerogative delle società marittime. Attraverso documentazione di tipo notarile e fiscale, e rifacendosi alla recente e qualificata storiografia relativa agli spazi mediterranei di ancien régime, il saggio mira a ricostruire gli aspetti organizzativi delle pratiche alieutiche lungo le riviere della Liguria tra XVII e XVIII secolo. In particolare, ripercorrendo le tappe di un progetto di riforma dell’imposta sul pesce messo in atto dal governo della Repubblica di Genova ai primi del ‘700, emerge un ampio ventaglio di problemi in relazione ai rapporti tra pescatori delle comunità costiere e magistrature annonarie cittadine, tra necessità di massimizzare i proventi di un’attività proverbialmente povera ed esigenza di approvvigionare adeguatamente la città a fini di ordine pubblico.</p>
<p>During the preindustrial age fishery represented one of the major occupations for the coastal communities, in the context of a multi-purpose activity which was one of the shipping companies’ prerogatives. Through tax and notarial records, and by referring to the recent and qualified historiography concerning the Mediterranean spaces of the ancien régime, the essay is aimed to reconstruct the organizational aspects in fishing practices along the Ligurian coasts between the XVII and the XVIII centuries. In particular, retracing the all stages of a reform project on the fishing tax put in place by the Republic of Genoa in the early 1700s, a wide range of problems emerge with regard to the relationships between fishermen of the coastal communities and food supply town administrations, between the need to maximize the incomes of a proverbially poor activity and the need to properly supply the town in order to maintain public order.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Discussioni</strong></p>
<p>Alessandro Pastore, <em>Comunità di confine. A proposito di due libri recenti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Recensioni <a href="http://www.deputazionetoscana.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/recensioni-III-2017.pdf" target="_blank"><strong>[scarica PDF]</strong></a></strong></p>
<p>Mario Gallina, <em>Incoronati da Dio</em>. <em>Per una storia del pensiero politico bizantino</em> (Marco Muresu)</p>
<p>Mark Mersiowsky, <em>Die Urkunde in der Karolingerzeit. </em><em>Originale, Unrkundenpraxis und politische Kommunikation</em> (Antonella Ghignoli)</p>
<p><em>Registrum Petri Diaconi (Montecassino, Archivio dell’Abbazia, Reg. 3)</em>, Edizione e commento a cura di J.-M. Martin, P. Chastang, E. Cuozzo, L. Feller, G. Orofino, A. Thomas, M. Villani (Amedeo Feniello)</p>
<p>Hannelore Zug Tucci, <em>Prigionia di guerra nel Medioevo. Un’altura in mezzo alla pianura: l’Italia dell’“incivilimento”</em> (Fabrizio Ansani)</p>
<p>Philippe Braunstein, <em>Les Allemands à Venice (1380-1520)</em>, (Sergio Tognetti)</p>
<p>Paolo Pirillo, <em>Forme e strutture del popolamento nel contado fiorentino</em>, III, <em>Gli insediamenti al tempo del primo catasto (1427-1429)</em> (Riccardo Rao)</p>
<p>Fulvio Delle Donne, <em>Alfonso il Magnanimo e l’invenzione dell’umanesimo monarchico. Ideologia e strategie di legittimazione alla corte aragonese di Napoli</em> (Rosanna Lamboglia)</p>
<p><em>La città delle nazioni. Livorno e i limiti del cosmopolitismo (1566-1834)</em>, a cura di Andrea Addobbati e Marcella Aglietti (Matteo Giuli)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Notizie <a href="http://www.deputazionetoscana.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/04/notizie-III-2017.pdf" target="_blank"><strong>[scarica PDF]</strong></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"> <strong>Archivio Storico Italiano – ISSN 0391-7770</strong></p>
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		<title>2017 fascicolo II</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Mar 2017 07:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dsptasicescc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anno 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Memorie</p> <p>Silvia Diacciati &#8211; Enrico Faini, Ricerche sulla formazione dei laici a Firenze nel tardo Duecento</p> <p>La letteratura scientifica ha ampiamente indagato i contesti formativi fiorentini, interessandosi però soprattutto al livello più alto di insegnamento, quello universitario. Minor attenzione è stata rivolta al versante laico della cultura locale, sia per quel che riguarda la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5><span id="more-1449"></span><strong style="font-size: 13px;"></strong></h5>
<p><strong style="font-size: 13px;">Memorie</strong></p>
<p>Silvia Diacciati &#8211; Enrico Faini, <em>Ricerche sulla formazione dei laici a Firenze nel tardo Duecento</em></p>
<blockquote><p>La letteratura scientifica ha ampiamente indagato i contesti formativi fiorentini, interessandosi però soprattutto al livello più alto di insegnamento, quello universitario. Minor attenzione è stata rivolta al versante laico della cultura locale, sia per quel che riguarda la formazione grammaticale/retorica sia per quel che concerne quella medico-scientifica. Dall’analisi di questi aspetti sembra invece delinearsi per la Firenze del XIII secolo un panorama intellettuale molto più vivace e permeabile di quel che comunemente si crede.</p>
<p>Scientific literature has extensively investigated the Florentine educational contexts, and especially the highest level of teaching, the academic one. Less attention has been paid to the secular side of the 13th century local culture, in regards to both grammatical / rhetorical education and scientific and medical one. However, the analysis of these very aspects reveals a much more lively and permeable Florentine intellectual landscape than is commonly postulated.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Sezione monografica – A proposito del Giurisdizionalismo negli antichi stati italiani</em></strong></p>
<p>Elio Tavilla, <em>Giurisdizionalismo e storiografia giuridica: qualche riflessione</em></p>
<blockquote><p>Il saggio si propone di passare in rassegna la bibliografia più recente in materia di giurisdizionalismo e di trovare qualche spiegazione al calo di interesse che tale filone storico, di nobilissime origini, ha conosciuto negli ultimi decenni. Tra le cause vanno individuate quelle che hanno portato gli storici del diritto, i giuscanonisti e i giusecclesiasticisti a perseguire studi più mirati verso il contemporaneo o verso la comparazione. Non va infine sottovalutata la perdita di importanza della tradizionale dialettica Stato-Chiesa, che oggi appare pressoché travolta dallo studio degli ordinamenti religiosi legati al fenomeno migratorio.</p>
<p>This essay aims at reviewing the most recent Italian bibliography on jurisdictionalism and at pinpointing the causes of the decrease in interest for this noble branch of research during the last decades. At the root of this phenomenon we can indicate the academic context that has pushed historians of law and jurists of Canon Law or Ecclesiastical Law toward studies of the contemporary age or the comparison between legal systems. Additionally, we must consider the loss of appeal of the traditional debate between the Italian State and the Catholic Church, today overtaken by research on different systems of religious rules, linked to the migratory phenomenon.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Daniele Edigati, <em>Studi e prospettive della ricerca sul controllo delle istituzioni ecclesiastiche in età moderna</em></p>
<blockquote><p>Il saggio si propone di effettuare una rassegna complessiva degli studi su forme e modalità di controllo della Chiesa da parte delle istituzioni politiche nell’età moderna, evidenziando i punti di maggior solidità della storiografia e gli aspetti che ancora attendono di esser esplorati o approfonditi. La trattazione è stata suddivisa sulla base di tre categorie: i contesti territoriali, gli ambiti cronologici e tematici.</p>
<p>This essay conducts a general review of the existing studies of the forms and methods of control of the Church by political institutions in the early modern ages. The review reveals both the strong areas of the existing historiography and the aspects that are still waiting to be explored or studied in depth. The exposition has been organized on the basis of three categories: local contexts, chronological and thematic areas.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Judith Boschi, <em>Gli archivi dei dicasteri della regia giurisdizione negli antichi Stati italiani</em></p>
<blockquote><p>Il contributo si propone di analizzare le procedure di produzione documentaria e sedimentazione archivistica messe in atto dagli organi che negli antichi Stati italiani si occupavano della tutela dei diritti regi nei confronti delle istituzioni ecclesiastiche, con l’obiettivo di verificare l’esistenza di modus operandi comuni alle varie realtà statuali.</p>
<p>The purpose of this paper is to analyze the procedures of documentary production and archival preservation of the institutions defending state jurisdiction against ecclesiastical institutions in the pre-unification Italian States. The aim is to prove the existence of a common modus operandi in the archival practice of each jurisdiction.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Luca Mannori, <em>Una difficile eredità: la tradizione giurisdizionalista nell’Ottocento preunitario</em></p>
<blockquote><p>Tradizionalmente associata alle pratiche politiche della prima età moderna, la nozione di giurisdizionalismo non ha molto attratto l’attenzione degli storici dell’Italia del XIX secolo. Il saggio cerca di colmare questa lacuna. Esso propone una breve panoramica generale delle politiche ecclesiastiche abbracciate dai principali Stati preunitari italiani, cercando di stabilire in quale misura essi abbiano proseguito o invece abbandonato le strategie già perseguite nel corso del XVIII secolo.</p>
<p>Traditionally associated to the political practices of the first modern age, the notion of ‘giurisdizionalismo’ didn’t attract the attention of the Italian historians of the XIX century. The article tries to fill this gap. It proposes a short overview on the ecclesiastical politics embraced by the main Italian pre-unitary States ant tries to establish in what measure they continued or abandoned the strategies already pursued during the previous century.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Documenti</strong></p>
<p>Antonella Ghignoli – Livia Briasco, <em>Dalla Firenze dell&#8217;età di Dante alla biblioteca di Niccolò V: i rogiti di ser Iacopo di ser Alberto Amizzini</em></p>
<blockquote><p>Il bifoglio di guardia del ms. Vat. lat. 773 è il residuo di un protocollo notarile, di cui era sicura finora soltanto la provenienza fiorentina. Esso appartenne a ser Iacopo di ser Alberto Amizzini ed è databile agli anni 1289-1292: oltre a questi due principali risultati, il saggio ricostruisce l&#8217;attività professionale di ser Iacopo, discute il contesto di trasmissione del frammento e dà in appendice l&#8217;edizione delle 26 imbreviature superstiti.</p>
<p>The two guard sheets of the ms. Vat. Lat. 773 are a fragment of a Florentine notarial register. The bifolium belonged to ser Iacopo, son of ser Alberto Amizzini, and is datable between 1289 and 1292; these are the main findings of this paper, which also reconstructs the professional activity of ser Iacopo, discusses the transmission of the fragment and gives, in the Appendix, the edition of the 26 extant contracts.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Discussioni</strong></p>
<p>Pier Paolo Portinaro, <em>Per la storia della globalizzazione. Il contributo di Jürgen Osterhammel</em></p>
<p>Giuseppe Marcocci, <em>La grande metamorfosi del lungo Ottocento: una via weberiana alla storia del mondo?</em><br />
<strong></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>R</strong><strong>ecensioni</strong></p>
<p>Riccardo Rao, <em>I paesaggi dell’Italia medievale</em> (Giuliano Pinto)</p>
<p>Angelica A. Montanari, <em>Il fiero pasto. Antropofagie medievali </em>(Duccio Balestracci)</p>
<p>Giuseppe Fornasari, <em>Viaggio al centro del Medioevo: questioni, luoghi, personaggi</em> (Pierluigi Licciardello)</p>
<p><em>Diplomatica pontificia. Tavole. Silloge di scritture dei registri papali da Innocenzo III ad Alessandro VI (1198-1503)</em>, a cura di Marco Maiorino da un progetto di Sergio Pagano (Francesca Klein)</p>
<p><em>Portraying the Prince in the Renaissance: The Humanist Depiction of Rulers in Historiographical and Biographical Texts</em>, a cura di Patrick Baker, Ronny Kaiser, Maike Priesterjahn, Johannes Helmrath (Fulvio Delle Donne)</p>
<p>Cristina di Lorena, <em>Lettere alla figlia Caterina de’ Medici Gonzaga, duchessa di Mantova (1617-1629)</em>, a cura di B. Biagioli e E. Stumpo, Postfazione di M. P. Paoli (Blythe Alice Raviola)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Notizie </strong><a href="http://www.deputazionetoscana.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/Notizie-II-2017.pdf" target="_blank"><strong>[scarica PDF]</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"> <strong>Archivio Storico Italiano – ISSN 0391-7770</strong></p>
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		<item>
		<title>2017 fascicolo I</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Mar 2017 07:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dsptasicescc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anno 2017]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p>Memorie</p> <p>Silvia Carraro, «Non ha utilità adguna». Essere disabile nel Medioevo</p> <p>Il saggio studia la costruzione sociale e culturale della disabilità nel periodo medievale. Utilizzando diverse tipologie di fonti (legislative, narrative, notarili) il testo evidenzia i comportamenti contradditori sia della società, sia dei singoli verso le persone con menomazioni. Diffidenza, paura, esclusione da un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5><span id="more-1444"></span><strong style="font-size: 13px;"></strong></h5>
<p><strong style="font-size: 13px;">Memorie</strong></p>
<p>Silvia Carraro, <em>«Non ha utilità adguna». Essere disabile nel Medioevo</em></p>
<blockquote><p>Il saggio studia la costruzione sociale e culturale della disabilità nel periodo medievale. Utilizzando diverse tipologie di fonti (legislative, narrative, notarili) il testo evidenzia i comportamenti contradditori sia della società, sia dei singoli verso le persone con menomazioni. Diffidenza, paura, esclusione da un lato, protezione, pietà, accoglienza dall’altro sono infatti gli atteggiamenti più comuni descritti dalla documentazione.</p>
<p>This essay focuses on the social and cultural construction of disability during the Middle Ages. Different kinds of sources (legislation, narratives, last wills) are used to show how the behaviour of society and individuals toward disabled people could be contradictory: on the one hand suspicion, fear, exclusion, on the other protection, compassion, acceptance.</p></blockquote>
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<p>Alberto Cotza, <em>Storia, memoria, politica alla fine del secolo XI. Il carme pisano sull’impresa contro i saraceni del 1087</em></p>
<blockquote><p>Il saggio è un nuovo tentativo di contestualizzazione del carme pisano sull’impresa contro i Saraceni del 1087. Nella prima parte, l’analisi dei nuclei tematici principali consente di smontare la classica interpretazione “comunalistica”: la coesione politica e militare dei Pisani, così come raccontata nel carme, si rivela essere, infatti, una vera e propria rielaborazione ideologica, legata ad un progetto di riorganizzazione della società promosso da alcuni canonici della cattedrale negli anni immediatamente successivi all’impresa, in un momento di “vuoto istituzionale”. Nell’ultima parte viene messo in luce un probabile riferimento ironico al carme nel Lodo delle Torri del vescovo Daiberto.</p>
<p>This essay offers a new contextualization of the “carme pisano&#8221; written on the campaign against the Saracens in 1087. The first part of the essay analyses the carme&#8217;s main themes, and by doing so demolishes the carme&#8217;s traditional “communal” interpretation: Pisa&#8217;s political and military cohesiveness, as recounted in the “carme”, turns out to be an ideological re-elaboration. This re-elaboration was fostered by some of the canons of the cathedral who &#8211; in the years immediately following the expedition &#8211; planned to reorganize Pisan society in a moment of institutional  absence of power. The second part of the essay highlights a probable ironic reference to the “carme” by the bishop Daiberto in his “Lodo delle Torri”.</p></blockquote>
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<p>Fabrizio Ansani, <em>Geografie della guerra nella Toscana del Rinascimento. Produzione di armi e circolazione di «pratici»</em></p>
<blockquote><p>Prendendo le mosse dalla storiografia sui siti fortificati del tardo Medioevo, il saggio si propone di indagare, in maniera approfondita, spazi meno conosciuti della guerra rinascimentale, come arsenali, fonderie e fucine. I «pratici» e le loro armi, infatti, hanno finora suscitato uno scarso interesse fra gli studiosi, specialmente in un contesto, quale quello fiorentino, su cui pesa ancora, in ambito bellico, il pregiudizio machiavelliano sugli eserciti mercenari. Partendo dalla documentazione prodotta dalle magistrature repubblicane, si è così ricostruito il ruolo della domanda pubblica nella costruzione di nuovi siti produttivi, nell’introduzione di migliorie tecniche, nel traffico delle merci, nella circolazione di «pratici», come fonditori ed artiglieri, e nella formazione delle loro conoscenze.</p>
<p>Developing the historiography regarding medieval fortifications, this paper aims to examine the lesser-known spaces of Renaissance warfare, such as arsenals, foundries, and forges. The context of this analysis is the Florentine Republic of the fifteenth century, whose statesmen have often been blamed for their lack of interest in warfare. Nevertheless, a study of the primary sources produced by the military institutions of the Republic reveals the crucial importance of the role played by the public demand in the construction of new manufacturing facilities, in the introduction of technical innovations, in the trade of materials, in the circulation of craftsmen, and in the formation of their practical skills.</p></blockquote>
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<p><strong>Discussioni</strong></p>
<p>Sergio Tognetti, <em>Uomini d&#8217;affari e mobilità sociale in Italia tra metà Trecento e primo Cinquecento</em></p>
<blockquote><p>Il saggio esamina il peso esercitato dagli uomini d’affari nei processi di mobilità socio-economica e socio-politica avvenuti nell’Italia delle città tra la metà del XIV e l’inizio del XVI secolo. Il contributo, basato in larga misura sui risultati più innovativi della più recente storiografia, ha l’obiettivo di modificare la tradizionale visione del tardo Medioevo italiano, come un’età caratterizzata dal tramonto del dinamismo imprenditoriale e dal riemergere di modelli sociali basati sulla preminenza aristocratica. Sarà dunque evidente come il modello di tanti governi oligarchici urbani sia una realtà più tarda, maturata nella piena età moderna.</p>
<p>This essay examines the role played by businessmen in the socio-economic and socio-political mobility of Italian cities between the mid-fourteenth and the beginning of the sixteenth centuries. This paper, based largely on the most innovative results of recent historiography, aims to modify the traditional view of the late Italian Middle Ages as an era characterized by the decline of entrepreneurial dynamism and the re-emergence of social models based on aristocratic prominence. It becomes evident that the model of the urban oligarchic governments is a later reality matured in the modern period.</p></blockquote>
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<p><strong>Recensioni </strong><a href="http://www.deputazionetoscana.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/recensioni-1-2017.pdf" target="_blank"><strong>[scarica PDF]</strong></a></p>
<p>Simone Balossino, <em>I podestà sulle sponde del Rodano. Arles e Avignone nei secoli XII e XIII</em> (Gian Paolo G. Scharf)</p>
<p>Laurent Baggioni, <em>La forteresse de la raison. Lectures de l’humanisme politique florentin d’après l’oeuvre de Coluccio Salutati</em> (Lorenzo Tanzini)</p>
<p>Patrick Baker, <em>Italian Renaissance Humanism in the Mirror</em> (Robert Black)</p>
<p>Nicholas Terpstra,<em> Ragazze perdute. Sesso e morte nella Firenze del Rinascimento </em>(Lucia Sandri)</p>
<p><em>Medici Women: the Making of a Dynasty in Grand Ducal Tuscany</em> ed. by Giovanna Benadusi and Judith C. Brown (Claudia Tripodi)</p>
<p><em>Versailles, de la résidence au musée. Espaces, usages &amp; institutions: XVII<sup>e</sup>-XX<sup>e</sup> siècle. Études et documents réunis par</em> Fabien Opperman (Marco Frati)</p>
<p><em>Gaetano Marini (1742-1815) protagonista della cultura europea. Scritti per il bicentenario della morte</em>, a cura di Marco Buonocore (Vincenzo Trombetta)</p>
<p><em>Ernst Kantorowicz (1895-1963). Storia politica come scienza culturale / Ernst Kantorowicz (1895-1963). </em><em>Political History as Cultural Inquiry</em>, a cura di / edited by Thomas Frank, Daniela Rando (Pierluigi Terenzi)</p>
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<p><strong>Notizie </strong><a href="http://www.deputazionetoscana.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/R10201701_E-3223-Notizie1-1.pdf" target="_blank"><strong>[scarica PDF]</strong></a></p>
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<p style="text-align: center;"> <strong>Archivio Storico Italiano – ISSN 0391-7770</strong></p>
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