2013 fascicolo III

Memorie

Andrea Zorzi, Premessa . . . p. 415

Enrico Faini, Le tradizioni normative delle città toscane. Le origini (secolo XII – metà XIII) . . . p. 419

Il saggio si sofferma sulle più antiche norme delle città toscane (soprattutto Pisa, Pistoia, Siena e Volterra). I risultati delle indagini diplomatistiche, archivistiche e codicologiche compiute dagli specialisti, l’analisi dei testi e il confronto con altre realtà urbane inducono alcune considerazioni. In alcune città toscane, fino al pieno Duecento, non si giunse ad un unico codice capace di concentrare l’intero deposito normativo. Questo ‘disordine’ non era il risultato dell’aumento della complessità istituzionale del Comune. Infatti già nel secolo XII la normativa di molte città era raccolta in due nuclei dalla tradizione completamente separata: i ‘brevi’ e i ‘constituta’. I primi raccoglievano normativa dedicata all’ordinamento politico, i secondi erano in gran parte dedicati alla gestione locale del diritto civile. Questo duraturo ‘policentrismo’ normativo potrebbe dirci qualcosa sulle origini e lo sviluppo dei Comuni italiani: non l’affermazione progressiva di un amalgama socio-professionale indifferenziato, ma il risultato della guardinga e saltuaria collaborazione tra gruppi di potere autonomi.

Gabriele Taddei, Le esperienze normative dei comuni rurali e di castello . . . p. 483

 

Il saggio si propone di analizzare le evoluzioni dei testi normativi attraverso i quali, tra la fine del XII secolo e la metà del XIV, comuni rurali e di castello regolarono i loro assetti istituzionali, i rapporti con superiori autorità, le procedure civili e criminali, i vari ambiti della vita quotidiana. All’iniziale eterogeneità delle soluzioni documentarie, alla varietà dei soggetti direttamente coinvolti nella produzione normativa, alla ricca casistica delle occasioni di statuizione, succedette a partire dai decenni centrali del XIII secolo, una fase di progressiva normalizzazione ed omogeneizzazione, una riduzione alla sola forma statutaria in codice rigidamente organizzata, portato delle esigenze amministrative che furono o direttamente cittadine o comunque indotte dall’espansione giurisdizionale della città.

Andrea Barlucchi, Gli statuti delle arti e la normativa sul mondo del lavoro nella Toscana dei comuni: sguardo panoramico e prospettive di ricerca . . . p. 509

Il saggio è innanzitutto una panoramica sugli statuti delle corporazioni medievali nelle città toscane di età comunale (secoli XIII- metà XIV), gran parte dei quali è stato già pubblicato. Dopo una valutazione su quanto ancora rimane inedito, si delineano le principali tipologie che emergono. Infine si prendono in considerazione i provvedimenti sulle corporazioni contenuti negli statuti cittadini, a completamento del quadro legislativo sul mondo del lavoro.

 

Discussioni

Massimo Giansante, Ancora magnati e popolani. Riflessioni in margine a Politics and Justice di Sarah R. Blanshei  . . . p. 543

 

Recensioni

Benoît Grévin, Le parchemin des cieux. Essai sur le Moyen Âge du langage (Fulvio Delle Donne) . . . p. 571

Emanuele Conte, Sara Menzinger, La Summa Trium Librorum di Rolando da Lucca (1195-1234). Fisco, politica,scientia iuris (Lorenzo Tanzini) . . . p. 573

Carla Piras, I benedettini di Vallombrosa in Sardegna (secoli XII-XVI) (Francesco Salvestrini) . . . p. 577

Nell’età di Pandolfo Malatesta, signore di Bergamo, Brescia e Fano agli inizi del Quattrocento a cura di Giorgio Chittolini, Elisabetta Conti, Maria Nadia Covini, (Gian Paolo G. Scharf) . . . p.  579

Francesco Bettarini, La comunità pratese di Ragusa (1414-1434). Crisi economica e migrazioni collettive nel tardo medioevo (Sergio Tognetti). . . p. 582

Vincenzo Trombetta , L’editoria a Napoli nel decennio francese. Produzione libraria e stampa peridoica tra Stato e imprenditoria privata (1806-1815) (Renato Pasta ) . . . p. 585