2014 fascicolo IV

Memorie

Francesco Bettarini, Un consorzio cittadino del 1420. Società e credito solidale in tempo di crisi

Il saggio analizza un dispositivo notarile rogato a Prato nel 1420, ipotizzando la costituzione di un consorzio collettivo a tutela degli investimenti operati all’estero dai mercanti locali. L’atto viene quindi inquadrato all’interno di un percorso sperimentale che sfruttava strumenti privatistici per creare strutture di pubblica utilità.
The paper investigates a deed notarized in Prato on 1420, supposing the establishment of a consortium for the protection of the investments made abroad by local merchants. A deed showing an experimental process developed to create public facilities with private tools.

Rita Mazzei, Il viaggio alle terme nel Cinquecento. Un ‘pellegrinaggio’ d’élite fra sanità, politica e diplomazia

L’uso delle fonti termali a scopo terapeutico nel secolo XVI divenne una pratica largamente seguita in gran parte d’Europa. Fra le terme più famose quelle di Spa, vicino a Liegi, e quelle di Plombières, ai confini fra la Lorena e la Germania. In Francia andavano ai bagni di  Pougues e di Bourbon-Lancy Enrico III e la regina Luisa; Margherita di Navarra amava i bagni di Cauterets, negli Alti Pirenei. In Italia erano apprezzate le terme in territorio padovano, i bagni di Acqui Terme, nel Monferrato, i bagni della Porretta, nell’Appennino tosco-romagnolo, quelli di Petriolo in territorio senese e, più a sud, quelli di Viterbo e le terme puteolane. Ma più celebri di tutti furono i bagni nei pressi di Lucca celebrati da Montaigne (1581). A frequentare i bagni erano soprattutto le élites ecclesiastiche e laiche, cardinali, nobildonne, principi, ambasciatori, membri della più agiata borghesia urbana. La frequenza ai bagni si impose come una vera e propria moda aristocratica, che aveva risvolti interessanti per la stessa vita politica.

The use of hot springs for therapeutic purposes became a widely followed practice in most of sixteenth-century Europe. Among the most famous thermal baths were those of Spa, near Liege, and those of Plombières, on the border between Lorraine and Germany. In France, Henry III and Queen Louise frequented the baths of Pougues and Bourbon-Lancy; Margaret of Navarre loved the baths of Cauterets, in the Hautes-Pyrénées. In Italy, the most popular baths were the ones in the territory of Padua, those of Acqui Terme, Monferrato, the baths of Porretta in the Tuscany-Romagna Appennines, those of Petriolo near Siena, and, further south, those of Viterbo and Puteoli. But the most famous of all were the baths near Lucca, celebrated by Montaigne (1581). The baths were attended most assiduously by the ecclesiastical and secular elites, cardinals, noblewomen, princes, ambassadors, and members of the wealthier urban middle-class. Frequenting the baths established itself as a true aristocratic fad, which had interesting repercussions even on political life.

 

Gabriele Turi, Cultura storica e insegnamento della storia all’Istituto di studi superiori di Firenze


L’Istituto di studi superiori, fondato nel 1859 e trasformato in Università nel 1924, svolse un ruolo nazionale importante dall’Unità all’avvento del fascismo. Lo testimonia la cultura storica, che fu trasmessa nell’800 anche dai corsi letterari e linguistici della sezione di Filosofia e Filologia, e l’insegnamento della storia medievale e moderna, impartito attraverso l’unica cattedra di Storia moderna, di cui furono titolari Pasquale Villari, Carlo Cipolla e Gaetano Salvemini. L’autore evidenzia, utilizzando anche documenti di archivio, il carattere positivistico della disciplina insieme alla forte tensione civile che la ispirava (nel 1925 l’antifascista Salvemini fu costretto a emigrare), presenta le difficili condizioni finanziarie dell’Istituto e della biblioteca della sezione, sottolinea l’apertura tematica offerta all’inizio del ‘900 dai liberi docenti, che spostarono i loro interessi dalla storia medievale e moderna a quella contemporanea.

 

 

Documenti

Tobias Daniels / Arnold Esch, Casi fiorentini negli atti della Penitenziera Apostolica 1439-1484.

This article discusses supplications addressed to the Pope and processed by the Apostolic Penitentiary, a type of source hitherto underrepresented in the research of the Florentine Renaissance. A typology of the supplications is laid out for the years 1439-1484 in order to show how these Roman sources can provide deeper insight into the Florentine Renaissance on matters ranging from pilgrimages, merchant and banking enterprises, migration, the internal government of the city, the exercise of power in the contado and war, to the social life.

 

Recensioni

Luigi Provero, Le parole dei sudditi. Azioni e scritture della politica contadina nel Duecento  (Giuliano Pinto)

Palazzo Datini a Prato. Una casa fatta per durare mille anni, a cura di Jérôme Hayez e Diana Toccafondi (Stefano Calonaci)

Tobias Daniels, La congiura dei Pazzi: i documenti del conflitto fra Lorenzo de’ Medici e Sisto IV (Enrico Roveda)

Mario Rosa, La Curia romana nell’età moderna. Istituzioni, cultura, carriere  (Marco Albertoni)

David McKitterick, Old Books, New Technologies: the Representation, Conservation and Transformation of Books since 1700  (Angela Nuovo)

Adolfo Berardello, Da Bonaparte a Radetzky. Cittadini in armi: la Guardia nazionale a Venezia (1797-1849) (Michele Simonetto)

Di generazione in generazione. Le italiane dall’Unità a oggi, a cura di Maria Teresa Mori, Alesandra Pescarolo, Anna Scattigno, Simonetta Soldani (Luisa Tasca)

 

Archivio Storico Italiano – ISSN  0391-7770