2017 fascicolo III

Memorie

William R. Day, Jr, Before the Libro della Zecca: money and coinage in Florence in the 12th and 13th centuries.

This essay examines the development of the petty coinage in Florence and its contado until the beginning of the fourteenth century, when the master register of the Florentine mint effectively begins. The denaro pisano remained the basis of the Florentine monetary system until 1255/1256, when the mint in Florence, which had been striking fine silver grossi da dodici denari since the 1230s and gold florins since 1252, introduced its own petty coin, the so-called fiorino piccolo. The initial appearance of the fiorino piccolo occurred in the context of the first popular government of Florence, or primo popolo, and fiscal reforms that included a more aggressive taxation regime. It also inaugurated, after a half-century of relative stability, a protracted period of debasement during which the value of the fiorino piccolo progressively slipped by some fifty per cent in terms of silver over about sixty years.

Étienne Hubert, Qui est qui? L’individu inconnu dans la cité médiévale.

Le fonti normative e giudiziarie documentano l’emergere di una nuova figura nella città comunale del XIII secolo. La persona sconosciuta, ignota, viene individualizzata, non tanto quanto persona di origine straniera, ma come antonima della persona conosciuta, nota. L’articolo cerca di definire questa nuova categoria sociologica nel campo giuridico-politico e, illustrando alcune figure di individui sconosciuti, di proporre un interpretazione a questa emersione insolita.

A new character appears in the medieval comune as documented by normative and judiciary sources from XIIIth century. Unknown person is individualized, not as an individual from a foreign origin, but as an antonym of the well-known person. This article try to define this new sociological category in the juridical and political world and, illustrating some figures of unknown individuals, to interpret this social fenomenon.

Federico Cannelloni, Il commercio dell’allume di Tolfa nei Paesi Bassi borgognoni: monopolio, mercanti e potere (1460-1475).

In epoca tardomedievale una delle materie prime più commerciate in Europa e nel vicino Oriente era l’allume. Nel 1461, la scoperta di nuovi siti estrattivi a Tolfa, nei territori papali, segnò un punto di svolta fondamentale: il Papa tentò infatti di imporre a tutti gli Stati cristiani l’acquisto esclusivo del proprio allume. Tra il 1471 ed il 1473 nei Paesi Bassi borgognoni si arrivò all’instaurazione di un monopolio commerciale, per quanto imperfetto. Sulla base di alcuni registri conservati nell’Archivio di Stato di Bruxelles, l’articolo si propone di valutare l’impatto che tale misura e la successiva liberalizzazione (voluta da Carlo il Temerario nel giugno 1473) ebbero sul mercato del bene, con particolare riguardo per la provenienza sia dell’allume sia dei mercanti. Relativamente a quest’ultimo punto si noterà come un ristretto gruppo di individui, già coinvolti precedentemente negli scambi e legati tra loro anche da vincoli familiari, riuscì ad garantirsi una consistente fetta del mercato dell’allume dopo la fine del monopolio.

During the late medieval and early modern period, alum was one of the most traded goods between West-Europe and Middle Orient. In 1461 the discovery of alum mines in Tolfa, within the boundaries of the Papal States, marked an important turn point: the Pope tried indeed to maximize his profit forcing a universal monopoly of his product. The needs of the textile industry and some political circumstances made of the Burgundian Low Countries the part of Europe where a monopoly had better chances to success: between 1471 and 1473 it was then officially established by Charles the Bold. Based on some unpublished documents preserved in the State Archives of Brussels this study will try to assess both the real impact of the monopoly and the aftermaths of the ensuing market liberalization in the summer of 1473.

Paolo Calcagno, La pesca ligure in età moderna, tra pratiche degli operatori specializzati e fiscalità applicata dallo Stato.

La pesca rappresentava in epoca preindustriale una delle principali occupazioni delle popolazioni costiere, nell’ambito di un’attività polivalente che era una delle prerogative delle società marittime. Attraverso documentazione di tipo notarile e fiscale, e rifacendosi alla recente e qualificata storiografia relativa agli spazi mediterranei di ancien régime, il saggio mira a ricostruire gli aspetti organizzativi delle pratiche alieutiche lungo le riviere della Liguria tra XVII e XVIII secolo. In particolare, ripercorrendo le tappe di un progetto di riforma dell’imposta sul pesce messo in atto dal governo della Repubblica di Genova ai primi del ‘700, emerge un ampio ventaglio di problemi in relazione ai rapporti tra pescatori delle comunità costiere e magistrature annonarie cittadine, tra necessità di massimizzare i proventi di un’attività proverbialmente povera ed esigenza di approvvigionare adeguatamente la città a fini di ordine pubblico.

During the preindustrial age fishery represented one of the major occupations for the coastal communities, in the context of a multi-purpose activity which was one of the shipping companies’ prerogatives. Through tax and notarial records, and by referring to the recent and qualified historiography concerning the Mediterranean spaces of the ancien régime, the essay is aimed to reconstruct the organizational aspects in fishing practices along the Ligurian coasts between the XVII and the XVIII centuries. In particular, retracing the all stages of a reform project on the fishing tax put in place by the Republic of Genoa in the early 1700s, a wide range of problems emerge with regard to the relationships between fishermen of the coastal communities and food supply town administrations, between the need to maximize the incomes of a proverbially poor activity and the need to properly supply the town in order to maintain public order.

 

Discussioni

 Alessandro Pastore, Comunità di confine. A proposito di due libri recenti.

 

Recensioni

 Mario Gallina, Incoronati da Dio. Per una storia del pensiero politico bizantino (Marco Muresu).

Mark Mersiowsky, Die Urkunde in der Karolingerzeit. Originale, Unrkundenpraxis und politische Kommunikation (Antonella Ghignoli)

Registrum Petri Diaconi (Montecassino, Archivio dell’Abbazia, Reg. 3), Edizione e commento a cura di J.-M. Martin, P. Chastang, E. Cuozzo, L. Feller, G. Orofino, A. Thomas, M. Villani (Amedeo Feniello).

Hannelore Zug Tucci, Prigionia di guerra nel Medioevo. Un’altura in mezzo alla pianura: l’Italia dell’“incivilimento” (Fabrizio Ansani).

Philippe Braunstein, Les Allemands à Venice (1380-1520), (Sergio Tognetti).

Paolo Pirillo, Forme e strutture del popolamento nel contado fiorentino, III, Gli insediamenti al tempo del primo catasto (1427-1429) (Riccardo Rao).

Fulvio Delle Donne, Alfonso il Magnanimo e l’invenzione dell’umanesimo monarchico. Ideologia e strategie di legittimazione alla corte aragonese di Napoli (Rosanna Lamboglia).

La città delle nazioni. Livorno e i limiti del cosmopolitismo (1566-1834), a cura di Andrea Addobbati e Marcella Aglietti (Matteo Giuli).

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