2015 fascicolo III

Memorie

Paolo Grillo, Il frate, il Popolo e il marchese. Bonvesin da la Riva e la politica milanese

Bonvesin da la Riva’s De magnalibus Mediolani has been regarded by scholars as a source of quantitative data about the economic life of Milan at the end of XIIIth Century. If we analyse it in the context of milanese political struggles, we can see that the De magnalibus is a political text, who attacks the noble supporters of marquis William of Monferrato and prises the People of Milan, defender of traditional civic values and freedom.

Il De magnalibus Mediolani di Bonvesin da la Riva è stato utilizzato dagli storici principalmente come una fonte di dati quantitativi sulla vita economica della Milano di fine Duecento. Contestualizzando la redazione dell’opera nell’ambito delle lotte politiche dell’epoca, ne emerge però la natura principalmente politica: il De magnalibus si rivela un duro attacco agli aristocratici che sostenevano il marchese Guglielmo di Monferrato e un elogio del Popolo di Milano, difensore delle tradizioni e della libertà del comune.

Robert Black, Machiavelli and the grammarians: Benedetto Riccardini and Paolo Sassi da Ronciglione

Two of Machiavelli’s Latin teachers were leading figures in late fifteenth-century Florentine philological circles:  Benedetto Riccardini and Paolo Sassi da Ronciglione.  An attempt has been made to refute Riccardini’s role in Machiavelli’s education, but a close study of the sources makes it clear that Riccardini taught Machiavelli, probably c. 1480.  In a famous letter of 1515, Francesco Vettori seems to have alluded to his own and Machiavelli’s sexual abuse at school.  In 2005 it was speculated that the culprit was Paolo Sassi – a claim that was immediately denied.  Archival evidence is now published showing that Sassi was in fact a paedophile, dismissed from his post as grammar master in the school of Santa Maria Novella for transgressions in Florence’s cathedral choir.

Due dei maestri di latino di Machiavelli furono figure eminenti negli ambienti filologici della Firenze del tardo Quattrocento: benedetto riccardini e Paolo Sassi da Ronciglione. Si è ritenuto talvolta di negare il ruolo di Riccardini nell’educazione di Machiavelli, ma un approfondito studio delle fonti d’archivio sugerisce che costui abbia insegnato al giovane Niccolò intorno al 1480. In una celebre lettera del 1515 Francesco Vettori sembra alludere ad abusi sessuali di cui Machiavelli sarebbe stato vittima da studente . In uno studio del 2005 è stato ipotizzato che il colpevole potesse essere Paolo Sassi, ma l’ioptesi è stata rifiutata. Le testimonianze documentarie mostrano che Sassi fu effettivamente un pedofilo, allontanato dal suo posto di di maesrto di grammatica alla scuola pubblica di Santa Maria Novella per reati commessi presso la cantoria della cattedrale fiorentina.

Elisa Camporeale, Visioni americane d’interni del Rinascimento italiano: dalla Gilded Age agli anni Venti

The paper addresses the reception of Florentine Renaissance furnishing among American collectors between the end of the nineteenth century and the 1920s. Studies of History and Art History, travels and sojourns in Tuscany combined with the action of collectors, scholars and art dealers contributed to shaping the myth of Florence in the United States. As a consequence, Italian pieces were present not only in important collections and homes where the Renaissance was the main period of interest, but also in those focusing on different styles or even of eclectic taste. While this trend started in exclusive mansions of the Golden Age, it later spread in upper-middle class interiors or offices, thanks to a few furniture manufacturers of Grand Rapids, Michigan and to sophisticated designers and furniture shops based in New York. Last, the Italian Renaissance style was adopted also in architectural and display solutions; most noticeably in the Italian villas and gardens designed by Charles Platt, in the settings of some early classic movies and in the display of rooms and temporary exhibitions in public museums of cities such as Chicago, New York or Philadelphia.

Questo lavoro esamina la ricezione dei mobili del Rinascimento fiorentino tra i collezionisti statunitensi tra la fine dell’Ottocento e gli Anni Venti. Studi di storia e storia dell’arte, viaggi e soggiorni in Toscana combinati con l’azione di collezionisti, studiosi e mercanti d’arte contribuirono a sagomare il mito di Firenze negli Stati Uniti. Di conseguenza pezzi italiani erano presenti non solo in collezioni e case importanti, dove il Rinascimento era il periodo di maggior interesse, ma anche in altre incentrate su stili diversi o anche di gusto ecclettico. Se questa tendenza vide i suoi inizi in dimore esclusive dell’Età dell’oro americana, in un secondo momento si diffuse per gli interni e gli uffici della classe medio-alta, grazie alle realizzazioni di qualche mobilificio di Grand Rapids, Michigan e di sofisticati designers e negozi di arredamento di New York. Infine, lo stile rinascimento fu adottato anche per soluzioni architettoniche e di allestimento; notoriamente nelle ville e giardini all’italiana progettati da Charles Platt, nelle scenografie di alcuni tra i primi classici di Hollywood e nell’allestimento di sale all’interno di musei pubblici e di mostre temporanee in città come Chicago, New York o Philadelphia.

Discussioni

Michele Cassandro, Studi e documenti sugli ebrei fiorentini sotto il principato mediceo

 Il saggio offre un’ampia analisi e discussione sul mondo degli ebrei fiorentini sotto il principato mediceo, attraverso la figura e le vicende di un personaggio di primo piano come Benedetto Blanis, che ebbe un rapporto privilegiato con Don Giovanni de’ Medici, come suo bibliotecario e fornitore di libri nel campo dell’esoterismo e dell’alchimia.  In particolare, vengono presi in  esame il carteggio  e la ricostruzione della vita dei due personaggi, oggetto della recente pubblicazione di due libri di Edward Goldberg e  altre opere dedicate alla stessa tematica, ponendo una serie di osservazioni critiche e interpretative.

The article provides an analysis and discussion of the world of the Florentine Jews  at the Medici Court through a study of Benedetto Blanis who had a privileged relationship with Don Giovanni de’ Medici as his librarian and supplier of esoteric and alchemical books. Several comments and interpretative observations are proposed based on a study of their correspondence and a reconstruction of their lives in two recent books  by Edward Goldberg as well as other essays.

Riccardo Fubini, C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico… A proposito di recenti circolari dell’ANVUR

Recensioni

Helen FoxhallForbes, Heaven and Earth in Anglo-Saxon England. Theology and Society in an Age of Faith (Silvia Cantelli Berarducci)

“Guerra Santa” e conquiste islamiche nel Mediterraneo, a cura di Marco Di Branco e Kordula Wolf (Marco Muresu)

Patrick Boucheron, Conjurer la peur: Sienne, 1338. Essai sur la force politique des images (Lorenzo Tanzini)

Niccolò Machiavelli, Sulle congiure. Introduzione, note, commento e cura editoriale di Alessandro Campi (Sergio Bertelli)

Daniele Edigati, Il Codice mancato. Tentativi di codificazione della procedura e riforma della giustizia criminale nella To­scana ottocentesca (Marco Geri)

Gabriele Maccianti, Una storia violenta Siena e la sua provincia 1919-1922 (Roberto Barzanti)

Notizie

Archivio Storico Italiano – ISSN  0391-7770